Da sabato mattina è chiusa la circolazione della linea 2 della metropolitana di Napoli, nella tratta Campi Flegrei-Pozzuoli, per un accumulo anomalo di anidride carbonica, provocato dal bradisismo. Dallo stop alle polemiche è un attimo: anche perché non c’è ancora una data di riapertura. Tuttavia dalla Regione provano a far filtrare un po’ di ottimismo. Oggi a Santa Lucia si è riunito il tavolo di coordinamento, con la partecipazione dei rappresentanti di enti e strutture competenti. Si dichiara soddisfatta l’assessora alla Protezione civile, Fiorella Zabatta. Dalla riunione è infatti emersa “una possibile soluzione che – aggiunge –consta di 2 fasi, una a medio termine e una a lungo termine, per garantire la areazione del condotto”. Più di tanto, però, Zabatta non dice. Quindi fioccano le domande, mentre si moltiplicano i disagi dei pendolari flegrei.
E allora, una richiesta di chiarimenti urgenti e misure immediate è partita dal gruppo consiliare Attiviamoci, della municipalità Bagnoli Fuorigrotta. La lettera è indirizzata al prefetto, ad Rfi, al presidente della Regione ed ai sindaci di Napoli, Pozzuoli e Bacoli. “Da quanto appreso esclusivamente a mezzo stampa, anche attraverso comunicazioni istituzionali dei Sindaci di Pozzuoli e Bacoli – scrive Attiviamoci –, appare una situazione molto confusa. Se da un lato sembrerebbe che tali anomalie siano state rilevate sin dal mese di settembre 2025, dall’ altro si accusa RFI di ritardi nell’ installazione delle centraline di rilevazione. Qualora tali circostanze fossero confermate, emergerebbe un quadro estremamente preoccupante, considerato che il tema della presenza di CO₂ nell’area flegrea è noto da anni come da bollettini e comunicati INGV ed è già stato oggetto di attenzione tecnica ed istituzionale quale potenziale fattore di rischio, anche in relazione agli ambienti confinati quali possono essere le gallerie ferroviarie”. In tale contesto, “appare lecito domandarsi – sottolinea la lettera – quali azioni preventive e correttive siano state adottate da Rfi negli ultimi mesi, in particolare in relazione a: sistemi di ventilazione e ricambio d’aria nelle gallerie; monitoraggio continuo e protocolli di sicurezza; eventuali interventi strutturali o tecnologici programmati o eseguiti”. Quanto al servizio sostitutivo su gomma, appena attivato, a detta di Attiviamoci “risulta del tutto insufficiente e inadeguato a sostenere i flussi di utenza della tratta”. E inoltre, “ulteriore elemento di perplessità riguarda la scelta di estendere la sospensione del servizio all’intera tratta Campi Flegrei – Pozzuoli, anziché limitarla al segmento direttamente interessato (Bagnoli – Pozzuoli)“. Secondo la lettera infatti, “la presenza, in corrispondenza della stazione di Cavalleggeri Aosta, di un deposito e di uno scambio ferroviario” consentirebbero, “almeno teoricamente, una gestione parziale del servizio fino a Bagnoli”.
Anche alla luce di ciò, si chiedono alcune informazioni: “la trasmissione dei dati completi relativi alle rilevazioni di CO₂ (valori, soglie, serie storica); la descrizione dettagliata delle azioni intraprese da Rfi negli ultimi mesi; chiarimenti sulle motivazioni tecniche della sospensione dell’intera tratta e di estendere il servizio fino alla stazione Bagnoli; il potenziamento immediato ed efficace del servizio sostitutivo da e per Pozzuoli; l’attivazione di un canale di comunicazione istituzionale trasparente e continuo verso la cittadinanza”. “Chiediamo tre cose – afferma il consigliere Diego Civitillo di Attiviamoci: la trasparenza su tutto il processo di rilevazione; capire questi rilevatori quando li hanno messi, se c’è uno storico, se già si erano verificati dei valori più alti seppur non di superamento; infine avere informazioni chiare sulle procedure che Rfi ha messo o vuole mettere in campo per gestire la situazione”.




















