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Igor Protti è morto venerdì 19 giugno all’età di 58 anni dopo una lunga malattia. La sua battaglia contro il tumore al colon era iniziata nel 2025, quando aveva reso pubblica la diagnosi e raccontato il percorso tra intervento di stomia e chemioterapia, affrontando tutto con grande lucidità e coraggio. La sua ultima apparizione pubblica risale a fine maggio, in occasione del matrimonio della figlia Noemi

La famiglia di Igor Protti ha diffuso il suo ultimo messaggio, un commovente addio scritto prima della morte: “Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.

L’ex attaccante, tra le altre, ha vestito anche la maglia del Napoli nella stagione 1997-1998, in un’annata difficile che si concluse con la retrocessione degli azzurri. In quella stagione Protti mise a segno 6 gol, senza riuscire a evitare il crollo della squadra partenopea.

E’ arrivato anche il messaggio social del Napoli: “Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Igor Protti, simbolo straordinario e indimenticabile bomber del calcio italiano. Ha indossato la maglia azzurra nella stagione ’97/98, dando il suo encomiabile contributo e facendosi sempre amare per le sue doti umane e sportive. Ha lottato fino alla fine con il suo consueto spirito coriaceo, mostrando un meraviglioso attaccamento alla vita e alla sua famiglia. Ciao, Igor”.

Il mondo del calcio lo ricorda oggi non solo per la carriera, ma anche per la dignità con cui ha affrontato la malattia fino all’ultimo.