Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Filippo Iebba, consigliere comunale del gruppo di minoranza ‘Insieme per Apice’.
La Giunta Comunale ha approvato il nuovo schema di contratto tipo modificativo ed integrativo finalizzato alla rimodulazione dei canoni concessori e alla ridistribuzione degli oneri manutentivi relativi agli immobili comunali ubicati nel Centro Storico, in attuazione degli indirizzi contenuti nella Deliberazione di Giunta Comunale n. 72 del 19 giugno 2025.
Premetto che è necessario mettere in campo qualsiasi iniziativa che si inserisca nel più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio comunale, nello specifico degli immobili del Centro Storico di Apice, volto a garantire una gestione sostenibile degli immobili pubblici, favorendone la conservazione, il corretto utilizzo e la tutela del valore storico, architettonico e culturale.
Nel contempo è doveroso “trasparenza e partecipazione amministrativa”. Da settimane abbiamo chiesto convocazione Commissione Comunale Congiunta per discutere e confrontarci sul percorso che questa Amministrazione comunale ha intrapreso da anni e sul quale da tempo chiediamo chiarimenti.
Un atto deliberativo di tale portata avrebbe richiesto un confronto più ampio e partecipato con la minoranza, al fine di individuare soluzioni equilibrate e condivise coniugando la corretta gestione del patrimonio comunale con la tutela delle realtà che contribuiscono alla crescita culturale, sociale ed economica della comunità.
Si esprime forte disapprovazione nel merito e nel metodo. Si tratta di una decisione che rischia di aumentare le distanze e le divergenze tra la maggioranza e l’opposizione e che rischia di gravare ulteriormente su concessionari degli immobili comunali e che contribuiscono alla vitalità del Centro Storico e alla valorizzazione del patrimonio. Preoccupante è il trasferimento di ulteriori responsabilità manutentivi ai concessionari che fanno capo all’Amministrazione e che rischiano di mettere in seria difficoltà le realtà che da anni operano al servizio del territorio.
Ci si chiede quale sia stata la reale interlocuzione con gli operatori prima dell’adozione di questo provvedimento. Nessun percorso di confronto strutturato né alcuna valutazione pubblica di impatto economico.
Per queste ragioni chiedo e chiediamo come gruppo INSIEME PER APICE l’apertura immediata di un tavolo di concertazione per avviare un percorso di dialogo e fare chiarezza sulla visione politica capace di tutelare patrimonio pubblico e gli operatori che ogni giorno lo animano e lo rendono un bene vivo al servizio della collettività.





















