L’annuncio dell’acquisizione al patrimonio comunale di due immobili confiscati alla criminalità organizzata riaccende il dibattito sul futuro dei beni sottratti alle mafie a Benevento. A intervenire è il Coordinamento Provinciale di Libera, che invita l’amministrazione comunale ad andare oltre gli annunci e ad avviare un percorso realmente partecipato per la gestione e la valorizzazione delle strutture.
Nei giorni scorsi il sindaco Clemente Mastella aveva comunicato il trasferimento al Comune di due immobili, situati in via Enzo Ferrari e in contrada Roseto. Un passaggio che Libera definisce “necessario e positivo”, ma che rappresenta soltanto l’inizio di un percorso più ampio.
Secondo l’associazione, infatti, la vera sfida riguarda la destinazione futura dei beni, le modalità di gestione e il coinvolgimento della comunità nelle scelte. “L’acquisizione dei beni rappresenta un passaggio necessario e positivo. Tuttavia, è solo il punto di partenza”, sottolinea il Coordinamento, evidenziando come negli anni il tema dei beni confiscati non sia sempre stato affrontato con continuità e attenzione da parte della politica.
Nel documento viene richiamata anche la situazione della palazzina dell’ex Cementificio Ciotta, già nella disponibilità pubblica ma ancora in attesa di un pieno utilizzo. Un caso che, secondo Libera, merita chiarimenti e risposte concrete.
L’associazione esprime inoltre preoccupazione per un approccio ritenuto poco orientato al confronto pubblico. La destinazione dei beni confiscati, viene evidenziato, non può essere considerata soltanto un atto amministrativo, ma una scelta politica che dovrebbe coinvolgere il Consiglio comunale, le realtà associative e i cittadini.
“La restituzione dei beni alla collettività non può ridursi a una semplice assegnazione, ma deve tradursi in un percorso plurale e partecipato, capace di trasformare quei beni in veri beni comuni”, sostiene Libera, richiamando le esperienze già avviate in diverse realtà della Campania dove la collaborazione tra istituzioni e territorio ha favorito percorsi di antimafia sociale.
Da qui la disponibilità del Coordinamento Provinciale a contribuire alla costruzione di progetti condivisi, nella convinzione che il contrasto alle mafie passi anche attraverso il riutilizzo sociale dei beni confiscati e la partecipazione attiva della comunità.
L’auspicio finale è quello di un cambio di passo che consenta di trasformare i beni sottratti alla criminalità in opportunità concrete per il territorio. “Meno gestione emergenziale e più visione, meno autoreferenzialità e più confronto”, è il messaggio lanciato da Libera all’amministrazione cittadina.




















