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Un duro intervento contro gli episodi di vandalismo che continuano a verificarsi in città arriva dal consigliere comunale Rosetta De Stasio, che ha commentato quanto accaduto in piazza Guerrazzi, dove un’autovettura appartenente a una persona fragile e vulnerabile è stata nuovamente presa di mira.

“Ho appreso dalla stampa dell’atto vandalico posto in essere in piazza Guerrazzi ai danni di un’autovettura di una persona vulnerabile e fragile. Si tratta di un atto ripetuto con le stesse modalità per ben due volte a distanza di qualche mese, ai danni della stessa autovettura”, afferma De Stasio.

Il consigliere sottolinea come episodi simili non rappresentino casi isolati, ma si inseriscano in un fenomeno più ampio che interessa diverse aree della città. “Atti del genere, che colpiscono monumenti, arredi pubblici, autovetture private, giardini e parchi, vengono compiuti continuamente. Quando poi arrecano danni a persone fragili e vulnerabili sono ancora più gravi e condannabili”.

Da qui la richiesta di un rafforzamento delle misure di controllo e prevenzione. “Probabilmente è giunto il momento di intensificare, o meglio di instaurare controlli efficaci, non solo attraverso videocamere funzionanti, ma anche mediante una presenza costante di agenti delle forze dell’ordine che pattuglino a piedi le zone più sensibili della città, così da dissuadere gli autori e consentire di individuarli e sanzionarli”.

Secondo De Stasio, il tema della sicurezza rappresenta una priorità imprescindibile per una città che ambisce a crescere e a migliorare la qualità della vita dei cittadini. “Una città che ha la pretesa di candidarsi a città moderna e vivibile deve innanzitutto essere sicura. Chi l’amministra ha il dovere di intervenire e tutelarla. Sono queste piccole grandi cose che costituiscono gli ingredienti necessari della crescita di una comunità”.

Infine, il consigliere richiama l’attenzione sulla necessità di garantire una maggiore tutela alle fasce più deboli della popolazione. “Solo crescendo potremo proteggere davvero chi è più bisognoso e vulnerabile. Intervenire in modo appropriato non è solo un dovere, ma una necessità, se si vuole evitare di fare soltanto sterile propaganda”.