La storia spesso chiede di essere riletta, investigata, declinata ai giorni nostri.
A Poggiomarino il Parco archeologico di Longola chiede di più. Richiama al dovere civile della difesa morale di un territorio.
Il fuoco degli incendi dei giorni scorsi ha lasciato tanta cenere. In poche ore due incendi hanno divorato il legno delle ricostruzioni storiche, le aule dove i bambini imparavano la storia, le giostrine su cui giocavano. Un luogo che raccontava duemila anni è rimasto ferito.
Eppure, all’appello di Terramare 3000 hanno detto sì oltre cinquanta, tra associazioni, archeologi, artisti, famiglie, sindaci. Tutti insieme per ricordare che la memoria non si brucia.
Sabato 5 luglio alle 17.30 il parco riaprirà le porte con l’evento finale dell’Archeofestival. Non sarà una festa, ma un abbraccio collettivo. Un modo per stare lì, tra le strutture annerite ad immaginare Longola di nuovo in piedi.
Nasce intanto “Una frase per Longola”. Sul sito www.archeofestival.it chiunque può lasciare un pensiero. Diventeranno una mostra, un muro di parole per chi verrà dopo.
“Le fiamme hanno preso il legno, non ciò che Longola significa per noi” fa sapere Linda Solino, presidente di Terramare 3000.




















