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Vertenza Zenita Group, stamane si è tenuta l’assemblea in sciopero di tutte le lavoratrici e i lavoratori delle sedi italiane dell’azienda del settore information technology. L’obiettivo è dire “No al cosiddetto “Piano Industriale” che equivale a un Piano di Tagli a carico dell’occupazione e delle sedi” afferma una nota congiunta di Fim Cisl, Fiom Cgil, e Uilm. Il Piano Industriale, presentato 15 giorni fa, prevede la chiusura della sede di Napoli e il trasferimento tra Roma e Salerno dei 120 dipendenti. L’assemblea in sciopero ha visto “la partecipazione di oltre il 60% delle lavoratrici e dei lavoratori – spiega la nota -, senza tener conto del fatto che in alcuni casi per un collegamento c’erano più lavoratori riuniti”.

I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione con sciopero dello straordinario per tutte le sedi della società. “Al contempo – aggiunge il comunicato – proseguiranno tutte le iniziative sui singoli territori, che di volta in volta si deciderà con i lavoratori di mettere in campo, affinché la direzione aziendale riveda le proprie posizioni, riapra un tavolo di confronto serio e presenti un vero Piano Industriale triennale”.

Adele De Cocco, coordinatrice nazionale Fiom Cgil e responsabile del settore informatico di Fiom Napoli, ringrazia “tutti i lavoratori per la grande riuscita dello sciopero”. E sottolinea “che in questa realtà i lavoratori non erano avvezzi alle azioni di lotta. Alla prima prova del nove hanno dato una grande risposta”. Secondo la sindacalista Fiom, la mobilitazione sta avvenendo perché “è chiaro a tutti i lavoratori che quello che l’azienda settimane fa ha presentato come piano industriale non è altro che un piano di tagli, quindi un piano di abbattimento costi che l’azienda intende far pagare ai lavoratori, alle loro famiglie e naturalmente attraverso la chiusura delle sedi”. Lo scorso 19 giugno, Zenita Group ha diramato un comunicato, nel quale si assicurava che nessuno dei dipendenti di Napoli perderà il posto di lavoro. Precisando di non voler lasciare la Campania, la società annunciava un piano di assunzioni di 60 nuove risorse entro il 2028. “Noi riteniamo – dichiara De Cocco – che i lavoratori siano ben consapevoli di quanto stia accadendo al di là di quanto invece l’azienda racconti e che oggi abbiano dimostrato con forza la loro volontà. La loro volontà è quella di non abbattere il livello occupazionale e dunque dire no alla chiusura delle sedi e al trasferimento dei lavoratori, e chiedono all’azienda di rivedere le proprie posizioni, di sedersi ad un tavolo e di presentare un serio e reale e concreto piano industriale triennale”.