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Un trasferimento collettivo di 136 dipendenti in tutta Italia, dei quali più della metà (74) dalla sede di Napoli, secondo quanto affermato nel piano industriale. La vertenza Zenita Group alza il livello dello scontro, mentre l’azienda scopre le carte, dopo settimane di scioperi e tensioni. Domani alle 10.30 è convocato un sit-in sindacale sotto la prefettura di Napoli, con la proclamazione di altre 4 ore di sciopero. Lo comunicano il segretario generale Fiom Cgil Napoli, Mauro Cristiani e la responsabile del settore informatico del sindacato, Adele De Cocco, per i quali ci troveremmo di fronte a “licenziamenti mascherati” dei lavoratori della sede di Napoli. “L’azienda – spiegano i due sindacalisti – ha annunciato l’apertura della relativa procedura nelle prossime ore. Oltre a confermare la nostra contrarietà al piano presentato, abbiamo più volte chiesto alla società di non avviare la procedura durante la pausa estiva, perché questo tempismo non permetterebbe un reale confronto”. Gli esponenti Fiom sono convinti “che la risposta negativa della Zenita alla richiesta sindacale sia dovuta alla chiara volontà di eludere il confronto”. In aggiunta, la società avrebbe risposto no alla richiesta delle segreterie Nazionali di Fim, Fiom e Uilm “di attendere la convocazione a settembre del Tavolo di confronto al Mimit, prima di avviare i trasferimenti collettivi”.

COSA PREVEDE IL PIANO INDUSTRIALE

A dare chiare indicazioni è l’informativa inviata oggi ai sindacati dall’Unione industriali di Roma, per conto dell’azienda del settore Ict, ai sensi del vigente contratto collettivo nazionale. Il documento parla di “evoluzione di modello operativo, comportante il trasferimento collettivo di personale”. “Nell’ambito dell’attività di razionalizzazione del proprio footprint operativo, comunque non comportante la chiusura di alcuna sede e nessun esubero – afferma l’informativa -, la Società ha definito di procedere” alla “concentrazione presso i poli maggiori di Milano e Roma” di alcune funzioni aziendali, “le quali, peraltro, già attualmente insistono presso gli anzidetti poli”.

Dalla sede di Napoli, per 58 dipendenti è previsto il trasferimento a Roma, per altri 16 a Salerno. Come emerso il 15 luglio dal tavolo in Regione, a Napoli verrebbe mantenuto un presidio di 36 lavoratori. Non ci sarebbe la chiusura della sede, contrariamente ai rumors iniziali. Ma il maxi esodo di lavoratori è ritenuto comunque inaccettabile dai sindacati. Tra le ragioni c’è quanto sostiene il segretario Cristiani, in una lettera del 22 luglio al governatore Roberto Fico e agli assessori regionali Angelica Saggese e Fulvio Bonavitacola. Alla Regione si porta alla “attenzione che la Zenita Group S.p.A., ha in essere un progetto di ricerca e sviluppo denominato “Starting-5G Soluzioni Sw”” basato su tecnologie  Ai, “insieme ad altri soggetti co-proponenti tra cui l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Stando alla Fiom, c’è da valutare la compatibilità del riassetto aziendale con gli impegni sottoscritti. Tra questi, il protocollo “sancisce che ciascuno dei soggetti beneficiari delle agevolazioni, ivi compreso il capofila, si impegna nei 5 anni successivi alla data di conclusione del progetto agevolato a non cessare l’attività economica nelle unità produttive
interessate alla realizzazione”.

I trasferimenti individuali – è scritto nell’informativa – verranno comunicati “non prima” del prossimo 31 ottobre. Nel motivare la decisione, si dichiarano esigenze di “forte rinnovamento” societario. “L’obiettivo principale – si legge – è trasformare il Gruppo da un insieme di strutture prevalentemente orientate alla vendita e installazione di tecnologie in un operatore integrato specializzato nella progettazione, gestione ed erogazione di servizi digitali ad alto valore aggiunto”. Il percorso “è finalizzato alla concentrazione e integrazione di specifiche attività e competenze presso poli individuati sulla base di criteri industriali, organizzativi e di efficienza operativa”. Si mira tra l’altro “a favorire: l’osmosi delle competenze chiave per la crescita del gruppo; il passaggio di competenze tra persone senior (prossime al pensionamento) e giovani inseriti in azienda, assicurando continuità di business e sostenibilità del know-how”. I “pilastri strategici” del Piano industriale: “Riassetto della presenza territoriale delle funzioni, evoluzione del modello di Business, investimento in competenze distintive, sviluppo di asset proprietari, rafforzamento della struttura commerciale, efficientamento operativo e contenimento dei costi”. Da Napoli, le organizzazioni sindacali promettono barricate.