di Antimo Di Martino*
Opere per l’America’s Cup: scopriamo quali siano le opere indicate come temporanee, quali quelle definitive, quali quelle considerate come anticipatorie analizzando i pareri di alcuni enti invitati alla Conferenza dei servizi del 25/11/2025. Per capire la reale entità di queste tipologie di opere abbiamo analizzato alcuni pareri rilasciati da alcuni Enti invitati a partecipare alla conferenza dei servizi del Novembre 2025, quella che fu seguita dal decreto commissariale n 10 del 1° Dicembre 2025 che approvò definitivamente le opere da doversi realizzare. Tra le opere citiamo in particolare quelle relative al pacchetto di copertura che sovrasta il capping. Le definizioni utilizzate per descriverle nei vari pareri sono poco chiare. Probabilmente esse derivano dalle già non chiare indicazioni di partenza, quelle fornite dal soggetto attuatore (Invitalia). Ad esempio Ispra, citando la “relazione sulle interferenze Rev. 0” di Invitalia, definisce il “pacchetto sovra capping” come “Formazione piazzali per basi operative e fan village”:
…ed inoltre riferendosi al PD-Ris-25 contenuto nel progetto generale (ancora in attesa di Via-Vas) dice che il pacchetto “viene previsto quale obiettivo primario” per “l’accettabilità del rischio sanitario per tutti i recettori previsti insito nel pre-evento e nel corso dell’AC38”, uno strano non-sense, non c’è già il capping sommitale per fare questo?
Il parere elenca infine, quali secondo il soggetto attuatore sono le opere definitive e quelle temporanee:
Anche qui la declinazione utilizzata per definire “il pacchetto” non chiarisce: cosa contengono “le configurazioni temporanee dei piazzali”?
Infatti “il pacchetto” contiene in realtà anche alcune mastodontiche platee in cemento armato! Queste sono molto impattanti da tutti i punti di vista (ambientale, economico, urbanistico), lo sono state sia in fase di realizzazione, lo saranno (se lo vedremo) nella fase della loro difficilissima demolizione! La differenza da quanto previsto invece dal “progetto di risanamento ambientale e rigenerazione urbana”, quello generale ed in attesa di Via-Vas, è sostanziale; la copertura del capping in questo progetto doveva essere fatta di semplice terra, al fine di farci crescere le piante!
Le platee in cemento armato che sono state realizzate per il progetto AC38 coprono un’area di circa 120000 mq (12 ettari) con spessori variabili dai 30 ai 110 cm. Si tratta di circa 45000 metri cubi che hanno un peso approssimativo di 130000 Tonnellate!!! Dal parere dell’Arpac si rileva che “il pacchetto strutturale temporaneo posto sopra il capping” servirà per sopportare l’elevato carico delle strutture a costruirsi senza influire negativamente sulla funzione del capping. Esso però svolge anche la funzione di barriera al fine di rendere accettabile i rischi per la salute dei team in gara, degli operatori, degli spettatori. Il pacchetto “determina l’innalzamento medio di circa 1,5 metri del piano di campagna” ma che “l’innalzamento non ha carattere definitivo”:
… infine che “la sua rimozione o riconfigurazione sarà integrata nel progetto definitivo del water-front”.
Dal parere della Città Metropolitana di Napoli si trae invece che le opere temporanee “sono da considerarsi temporanee e destinate a cessare al termine dell’AC38” in modo da “non modificare nè il capping nè il progetto del water front”:
… e circa ”il pacchetto strutturale temporaneo posto sopra il capping” che invece “si tratta di una soluzione tecnica indispensabile per consentire l’impiego della colmata in condizioni di elevato carico operativo” … ”senza incidere sulla funzione permanente del capping”.
… viene anche segnalato che il pacchetto realizzerà l’innalzamento della superficie della colmata di circa 1,50 metri:
… ma che “l’innalzamento non ha carattere definitivo” in quanto esso “potrà essere rimosso alla fine dell’evento” o che “potrà essere sostituito da una diversa configurazione altimetrica”:
… e “la sua rimozione o riconfigurazione sarà integrata nel progetto definitivo del water front”:
… e che “in questo modo”, ne consegue:
… che le opere temporanee sono pienamente reversibili, quelle definitive coerenti con Praru.
Dal parere del Comune di Napoli riprendiamo il “parere favorevole con prescrizioni” in quanto “le opere permanenti non alterano significativamente l’ambiente nel quale si inseriscono e risultano coerenti con le previsioni del Praru”…:
… e le opere reversibili…, “attestata la temporaneità, la prevista completa reversibilità delle stesse, non determinano significative alterazioni, permanenti o irreversibili, sulla morfologia e sulla percezione del contesto paesaggistico di riferimento”:
… pertanto il Comune di Napoli “esprime l’intendimento di rilasciare l’autorizzazione paesaggistica” e di proporre alla Sovrintendenza:
… con le seguenti prescrizioni:
CONCLUSIONI
Le opere per la base operativa della 38a America’s Cup sembra che stiano materializzando lo stravolgimento di quanto impostato con il Praru ratificato con Dpr nel 2019. Con la realizzazione di questo progetto, a nostro parere, sembra si stiano consolidando le ulteriori mire speculative su questo territorio così bello e così martoriato. Il progetto per le opere necessarie alla base logistica della 38° AC38 si distingue tra l’altro per i suoi caratteri di “pubblica utilità, di estrema urgenza ed indifferibilità” e di “non assoggettabilità a Via”, cose per le quali sfugge ad ogni logica di amministrazione ordinaria consolidando pertanto le scelte commissariali in evidente dispregio della volontà di buona parte dei residenti di Bagnoli e della cittadinanza.
Come segnalato anche le definizioni di temporaneità di alcune di queste opere sembrano inesatte o simulatrici di opere ben nascoste che certamente non hanno nulla a che vedere con il concetto di temporaneità e/o di risanamento ambientale. È avvilente la constatazione che tanti Enti preposti al rilascio dei vincolanti pareri all’interno della conferenza dei servizi del 25/11/2025 abbiano solo balbettato qualcosa senza approfondire tecnicamente per poi esprimere pareri favorevoli. Di fatto risulta chiaro nei pareri che abbiamo analizzato che dette opere potranno anche incidere per la nuova definizione del progetto “definitivo” di “risanamento ambientale e rigenerazione urbana” … e che già contiene, tra l’altro, l’obiettivo strategico OS7-Hub Nautico che prevede tra l’altro ben due porti, uno a mare per i megayacht ed uno a secco per le barche ed imbarcazioni dai 10 m. in giù!!!
*Architetto/Rete sociale No Box – Diritto alla città





















