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di Antimo Di Martino*

Il progetto di risanamento ambientale e riqualificazione urbana fu emesso nel 2023 e rispettava quanto sancito dal PRARU (in particolare circa l’eliminazione della colmata e ripristino della linea di costa ad epoca pre Italsider). Nel 2025 il progetto fu nuovamente pubblicato quale integrazione di quello del 2023, ma revisionato in base al DL 60 del maggio 2024 (esso ha permesso di modificare quanto previsto dalla legge 582 del 1996 in merito all’obbligo di eliminare la colmata). Il suo elaborato studio di impatto ambientale (SIA) è quello che meglio illustra le attività e le opere da realizzarsi per detto progetto e riguarda l’intero SIN. Il progetto è attualmente in fase di sospensione dal procedimento VIA-VAS:

In merito alla colmata traiamo quanto il progetto prevedeva prima dell’avvento della AC38:

Dal punto di vista ambientale la messa in sicurezza permanente della colmata (MISP) dovrebbe essere realizzata da vari tipi di opere, tutte progettate al fine di bloccare la situazione dello stato di inquinamento, evitando l’ulteriore migrazione degli inquinanti verso altre matrici quali il mare e l’aria. Il diaframma in cemento armato ed il capping sommitale rappresentano due di quelle più importanti:

Il diaframma in cemento armato sarà profondo 40 metri, spesso 1 metro, e lungo 1400 metri rappresenterà un’opera imponente, mastodontica:

Il capping sommitale come il diaframma dovrebbero evitare la migrazione dei gas verso l’aria ed evitare che le acque piovane possano continuare a permettere la migrazione degli inquinanti verso gli strati di suolo più profondi e verso le falde d’acqua sottostanti che poi raggiungono il mare:

Nell’evidenziare l’enorme differenza tra il progetto ora in esecuzione per L’AC38, seppur considerando per veri tutti i vari appellativi che a questo sono stati dichiarati dal Commissariato Straordinario di Governo, quali quelle relative al fatto che i lavori realizzeranno opere temporanee e/o anticipatorie di altre che saranno realizzate per il progetto generale di cui sopra, non si può fare a meno di notarle e denunciarle. Il capping sommitale della colmata, ad esempio, fu progettato per essere sormontato da uno strato dello spessore di circa 50 cm di terreno vegetale al fine di fare attecchire le essenze arboree:

Invece, con Il progetto per l’AC38 prevede ad esempio, su circa il 60% della superficie della colmata, è in realizzazione un pacchetto sommitale sovra il capping di tutt’altra natura. Esso è composto di vari strati di materiali cementizi misti di grande spessore. Gli strati più impattanti sono rappresentati certamente dalle platee in cemento armato di spessori variabili dai 30 ai 110cm in funzione dei carichi che dovranno sopportare. La sezione che segue rappresenta il pacchetto da circa 150 cm di spessore che si conclude con una platea in cemento armato da 110 cm. Si tratta del pacchetto GRU dello spessore di 156,2 cm:

Al di sopra di essa ci saranno ancora le fondazioni vere e proprie, in questo caso, per le gru:

Questa che segue era la sezione tipo del della colmata e del livello mare esistente prima dei lavori per la base logistica per America’s Cup:

Si noterà che la quota della superficie della colmata era indicata a circa 4 metri dal livello del mare:

Nella sezione seguente tratta dal PE-EG-OM_GEN-6-1_E del Novembre 2025 traiamo la sezione E del progetto esecutivo per l’AC38 dove si nota l’abbondate sopraelevazione realizzata con il pacchetto che contiene le platee in cemento armato:

Le differenze dal progetto di risanamento ambientale e rigenerazione urbana sono numerose, evidenti e sostanziali. Le opere progettate e già in parte realizzate per questa competizione rischiano di rafforzare quanto già avvenuto con il salvataggio della colmata e quanto poi progettato con l’inserimento di nuovi obiettivi all’interno del progetto di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana a partire dal 2024.

Appare chiaro che con l’avvento del progetto per l’AC38 nel 2025 la condizione del mancato rispetto di quanto previsto dal PRARU (ratificato dal relativo DPR del 2019) mostra di potersi consolidare. Dopo l’AC38, forse dopo l’AC39, nel 2030, si dovrà demolire e poi recuperare o riciclare una quantità di materiale molto complesso di circa 170000 metri cubi! Dove sono le somme per farlo? Quali saranno i costi ambientali necessari? E non manca inoltre di preoccupare che la “cosiddetta baia di calma” con le sagome dei megayacht appare proprio come un vero e proprio porto. Eccolo, con tanto delle sagome dei megayacht da 100 metri di lunghezza:

La cosa interroga e preoccupa ancor di più se si tiene che il progetto di risanamento ambientale e rigenerazione urbana, quello che è in attesa di procedimento VIA-VAS, prevede l’obiettivo strategico OS7 (obiettivo strategico 7-HUB NAUTICO). Esso prevede tra l’altro due porti, uno a mare per i megayacht uno a secco per le barche di lunghezza inferiore ai 10 metri!!! L’obiettivo O7, con la costruzione della base logistica dell’AC38, sembra sia stato realizzato.

*Architetto/Rete sociale No Box – Diritto alla Città