Manca pochissimo. Stasera 8 luglio, in Piazza del Campidoglio a Roma, verrà proclamato il vincitore dell’ottantesima edizione del Premio Strega. Ma già da giorni la Campania ne è protagonista assoluta.
La tradizione parte da Benevento, da dove il 3 giugno scorso, al Teatro Romano sono stati annunciati i sei finalisti. La città che ospita il museo aziendale della Strega Alberti conferma il suo legame storico con il premio più prestigioso della letteratura italiana.
Quest’anno la Campania firma anche l’oggetto simbolo della serata. I riconoscimenti per i finalisti sono stati, infatti, progettati e realizzati dagli studenti del Biennio Specialistico di Editoria, Illustrazione e Fumetto dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, guidati dalle professoresse Enrica D’Aguanno e Daniela Pergreffi.
L’opera si chiama “Pagine” ed è il risultato del Concorso di Idee di BPER Banca, in collaborazione con la Fondazione Bellonci. A vincerlo per questa edizione sono stati Valerio Sannino, Marta Fogliano e Antonio Danzi.
“Pagine” nasce da una riflessione sulla scrittura come gesto originario. Non è un semplice premio: è un libro-scultura in plexiglass trasparente, con base in pietra lavica dell’Etna e tre leporelli illustrati che si aprono trasformandosi in installazione. Ogni apertura modifica la composizione, perché la letteratura non coincide con il suo involucro, ma con le possibilità narrative che custodisce. Ed esiste una libera interpretazione per ogni lettore.
La Commissione ha scelto “Pagine” anche per la sua unicità: ogni esemplare contiene opere originali, ed è concepito come una vera opera da collezione. Dalla tradizione beneventana al talento napoletano. Lo Strega 2026 profuma di Campania. In attesa del nome del vincitore.




















