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Chiedo troppo se facciamo una foto senza occhiali?”. La domanda lecita di un fotografo impegnato nel photocall dell’ospite del Bct, Can Yaman. Una scena che ormai si ripete da dieci anni.

La risposta è stata abbastanza secca: “No, non serve” e fine delle fotografie per dedicarsi alle interviste alle emittenti locali e non solo. Brevi ma intense, quasi scocciato, quasi come se lo avessero invitato ma non ne era a conoscenza.

Domande di rito, Yaman alla fine non ha costruito la sua carriera su ‘Il Padrino’ ma su una serie di soap e sul rifacimento, del tutto rivedibile, di Sandokan.

E di fronte ad atteggiamenti del genere che bisogna ricordargli che la sua carriera d’attore è ben lontana dal farlo essere una star. Insomma, serve altro, di James Dean ce n’è già stato uno.

Non c’era da aspettarsi grandi risposte onestamente ma quella che ha incuriosito di più è quella dedicata alla città di Benevento.

La risposta è stata la stessa della volta scorsa: “Non ho avuto il tempo di vederla”.

Ed era la seconda visita al Bct, la sensazione è che non l’ha vista la prima volta e non la vedrà neanche questa volta.

Peccato, c’era attesa per il bello e dannato, alla fine i giornalisti, si sono trovati il bello e maleducato, quello che dovrebbe sempre ringraziare chi contribuisce al farsi conoscere, che siano tv e giornali, grandi o piccoli che siano.

E’ l’Abc del personaggio pubblico: diventa pubblico quando c’è un pubblico che li vede e li legge. E un pubblico li legge o li vede quando ci sono persone che nel momento della passerella stanno lì a fotografare e scrivere.

Il Bct ha avuto ospiti grandissimi che hanno manifestato grande umiltà e rispetto del lavoro, poi arriva Can, quello che ha lasciato cordialità e rispetto nei confronti di Festival che lo premia e una città che lo aspetta a Mompracem.