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È bastata una frase per conquistare il Teatro San Carlo e accendere l’entusiasmo dei tifosi azzurri. Massimiliano Allegri ha scelto poche parole, ma dal significato profondo, per presentarsi alla sua nuova avventura sulla panchina del Napoli: Sono venuto a Napoli per restituire quello che le ho tolto”.

Un riferimento al passato che tutti hanno colto. Da una parte la sfortunata stagione 1997-98, quando vestì la maglia azzurra in un campionato concluso con la retrocessione. Dall’altra gli anni trascorsi alla guida della Juventus, culminati con due Scudetti conquistati davanti proprio al Napoli. Una battuta, ma anche un messaggio rivolto a una piazza che ora sogna di aprire un nuovo ciclo vincente.

Quella del Teatro San Carlo è stata la prima uscita ufficiale del nuovo tecnico, accolto dal presidente Aurelio De Laurentiis, dall’amministratore delegato Andrea Chiavelli e dal direttore sportivo Giovanni Manna. Per Allegri inizia una sfida importante, in una stagione resa ancora più speciale dal centenario del club.

Per me è una grande occasione in una città meravigliosa”, ha dichiarato il tecnico. “Il Napoli è una società che negli ultimi diciassette anni è rimasta fuori dall’Europa soltanto una volta e arriva da due stagioni in cui ha conquistato uno Scudetto e una Supercoppa. Eredito una squadra da Antonio Conte, che ha fatto un grandissimo lavoro”.

Parole di stima nei confronti del suo predecessore, ma anche la consapevolezza di dover raccogliere un’eredità pesante. Allegri, però, preferisce parlare di lavoro piuttosto che di proclami.

L’obiettivo è arrivare a marzo ancora dentro tutte le competizioni”, ha spiegato. “Dobbiamo essere in corsa in campionato, in Champions League e in Coppa Italia. Solo da quel momento in poi si vedrà dove potremo arrivare”.

Il nuovo allenatore azzurro non ha voluto alimentare aspettative eccessive né promettere trofei, scegliendo invece una filosofia fatta di equilibrio, metodo e continuità. Una mentalità che lo ha accompagnato per tutta la carriera e che ora proverà a trasmettere anche al gruppo azzurro.

Uno dei temi più attesi era naturalmente quello del mercato. Allegri, però, ha frenato ogni entusiasmo, chiarendo che le prime valutazioni arriveranno soltanto dopo aver osservato da vicino la squadra durante il ritiro.

“La rosa è già forte. Il mercato lo gestisce la società e lavoreremo insieme. Prima voglio vedere tutti i giocatori e poi faremo le valutazioni necessarie per capire dove intervenire”.

Nessuna anticipazione nemmeno sul sistema di gioco. Per Allegri non esiste un modulo ideale, ma soltanto quello più adatto alle caratteristiche dei calciatori.

Si gioca in base ai giocatori che si hanno a disposizione. Se avrò tanti esterni utilizzeremo gli esterni, ma prima bisogna iniziare a lavorare”.

Tra le domande dei giornalisti anche quella su Kevin De Bruyne, il nome che più di tutti infiamma la fantasia dei tifosi.

Aspetto di vederlo sul campo prima di dire come lo utilizzerò. È un giocatore straordinario, uno che sa giocare davvero bene a calcio”.

Il tecnico ha poi dedicato un passaggio speciale all’anno del centenario del Napoli, sottolineando come la ricorrenza rappresenti uno stimolo ulteriore.

Servirà una sana cazzimma e una sana follia. Nel calcio, come nella vita, sono qualità importanti. Quest’anno tutti dovremo dare qualcosa in più”.

Nel corso della conferenza Allegri ha anche smentito le voci che lo accostavano alla panchina della Nazionale italiana.

Non ho mai avuto contatti con la Federazione”.

Infine, l’emozione per una presentazione in un luogo simbolo della città.

“Essere nel teatro più antico del mondo, davanti a così tante persone, è qualcosa di speciale. Adesso, però, è arrivato il momento di lavorare“.

Da domani il Napoli inizierà la nuova stagione. Poi partira per Dimaro, saranno i primi allenamenti dell’era Allegri, quelli in cui il tecnico inizierà a conoscere il gruppo e a costruire la squadra che dovrà affrontare una stagione ricca di aspettative. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, la frase pronunciata al San Carlo ha già fatto breccia nel cuore dei tifosi: “Sono qui per restituire”. Un messaggio che, in una città dove il calcio è passione e appartenenza, vale quasi quanto una promessa.