La vertenza delle Fonderie Pisano resta ferma, mentre cresce la preoccupazione tra i lavoratori.
A quasi due mesi dal vertice del 27 maggio con MIMIT e Regione Campania, non si registrano passi avanti né sul progetto della nuova Fonderia né sulla possibilità di una riapertura temporanea dello stabilimento di Fratte.
Il tutto nonostante l’impegno condiviso a “fare presto” dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha riaperto il percorso di riesame dell’AIA.
Per la FIOM, la rapidità è decisiva: valutare la proposta di ripresa temporanea significherebbe tornare a lavorare, evitare il vuoto che si aprirà con la scadenza degli ammortizzatori nell’ottobre 2026 e creare le condizioni per discutere seriamente del nuovo investimento.
Ogni giorno senza risposte alimenta invece un tempo sospeso, fatto di incertezze e di economie familiari ridotte al minimo, mentre il rischio di chiusura delle Fonderie per mancanza di commesse si avvicina.
Il sindacato giudica incomprensibile che, a un mese dalla presentazione del progetto, gli enti si scambino richieste di chiarimenti che potrebbero essere affrontate nella Conferenza dei Servizi, lo strumento previsto per una valutazione coordinata.
Da qui la domanda che la FIOM rilancia: esiste davvero la volontà di salvaguardare un patrimonio industriale e occupazionale della provincia, tutelando lavoro, salute e ambiente?
La mobilitazione riparte. Da giovedì 16 luglio, ogni mattina dalle 9.30 alle 12.00, si terrà un presidio a staffetta davanti agli uffici regionali di via Generale Clark, mentre altre iniziative saranno decise nelle prossime ore per sollecitare un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti.





















