Tempo di lettura: 5 minuti

L’ultimo sciame sismico dei Campi Flegrei fa tracimare anche l’ira dei cittadini, di fronte ai crolli e ai timori per il futuro. Poche o quasi nulle, invece, le contestazioni nelle assemblee elettive. “Un’altra scossa tremenda, cosa deve succedere perché si faccia qualcosa per la sicurezza?” chiede l‘Assemblea Popolare Bagnoli e Campi Flegrei. “È successo un’altra volta – afferma una nota degli attivisti –. A distanza di 2 anni dalla prima forte scossa, dopo 1 anno e mezzo dal 13 Marzo, il terrore e la paura sono tornati per tuttə lə abitanti dei Campi Flegrei. Una scossa, si dice, più forte o pari a queste, che solo per l’ennesima coincidenza fortunata non ha causato decessi e feriti gravi”. E si fotografa lo stato d’animo: “Il tempo per riflettere è poco. Ma quello della rabbia è arrivato da tempo”. L’assemblea rivendica: “Sono 2 anni che diciamo che c’è bisogno di interventi precisi, specifici: un piano di messa in sicurezza delle abitazioni, indagini sui suoli (come drammaticamente confermato dal crollo avvenuto sui Gerolomini), pianificazione della macchina del soccorso”. Quindi una denuncia: “Ieri notte la sola area di accoglienza attiva era alla ex-Base Nato, quella messa in moto dalla rabbia dellə abitanti di Bagnoli di un anno fa, quando forzammo i cancelli per trovare riparo per la notte”. Quanto a “politica e istituzioni”, pubblicamente “dicono di “monitorare le conseguenze”, ignorando ancora una volta qualsiasi esigenza preventiva e qualsiasi necessità di ingenti investimenti da fare a monte“. Viceversa, “l’unica soluzione lasciata” ai cittadini sarebbe quella di “arrangiarsi, capire come risolversi il problema in maniera individuale”. E ancora un’accusa: “Un attacco speculativo senza precedenti” ai Campi Flegrei. “L’unico interesse – attacca l’Assemblea popolare – non è per le 200.000 persone che vi ci abitano, ma per le opportunità economiche che potranno arricchire i pochi”.

Se l’ira serpeggia tra gli abitanti, viceversa è raro il dissenso tra i politici. “Trovo inaccettabile che si stiano spendendo circa un miliardo e mezzo di euro tra Bagnoli e Fuorigrotta (Sin e Stadio), senza alcuna reale considerazione per i cittadini che – scrive sui social Gennaro Esposito, consigliere comunale di minoranza – stanno subendo una sorta di “esproprio tellurico”, convivendo quotidianamente con la paura e con il rischio per la propria vita e la vita dei propri cari“. Nel frattempo, “un’area come l’ex Base Nato – aggiunge – continua a essere sfruttata a scopo economico e non si ferma neppure durante una fase così delicata: ieri, ad esempio, si è svolto un concerto che non è stato interrotto nonostante il terremoto”. Secondo Esposito, “a Bagnoli avremo un grande porto turistico per panfili, tanti B&B, alberghi e studentati/alberghi”. Ma, in tutto questo, “dov’è la cittadinanza di Bagnoli e Fuorigrotta?” chiede il consigliere comunale. E chiama in causa centrosinistra e centrodestra (“dove sono?”), evocando il governatore Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi: “Qual è la loro posizione?“.

Spara a zero anche Diego Civitillo, consigliere del gruppo d’oppozione Attiviamoci, alla Municipalità Bagnoli Fuorigrotta. “Un disastro – afferma sui social -. Fanno riunioni operative, annunci su annunci e per realizzare un hub ci impiegano 2 anni. Come se in questi anni non fosse successo nulla. Come se il bradisismo fosse comparso ieri dal nulla”. Senza giri di parole, Civitillo punta il dito: “Ieri è stata una giornata delirante”. E riassume: “L’evento di magnitudo più elevata della storia recente a cui sono seguiti centinaia di eventi di cui una decina distintamente percepiti dalla popolazione. Migliaia di persone per strada anche questa volta con livelli di assistenza minimi. Dopo anni di bradisismo. Dopo eventi di magnitudo simile. Quando ormai il sistema di protezione civile dei Campi Flegrei sarebbe dovuto essere un orologio svizzero”. In pratica, “il bilancio di una ventina di feriti di cui 2 in codice rosso è quasi da considerare “positivo” a fronte dei danni, delle frane, del caos e dell’ impatto sociale ed emotivo dell’ evento di ieri“. Il consigliere municipale pronostica: “Ora inizierà la conta dei danni e degli sfollati. Delle richieste di contributi economici che si scontreranno contro una sorda burocrazia. Un film già visto e rivisto nei Campi Flegrei”. Intanto, “Pozzuoli ancora attende gli interventi post sisma 2024. Bagnoli quelli post sisma 2025”. In aggiunta, “le criticità aumentano. I danni sono sempre più ingenti perché vanno a sommarsi su strutture già indebolite e oggetto di messa in sicurezza emergenziale”. L’analisi di Civitillo diventa uno sfogo. “Queste cose le avevamo scritte ai Sindaci, alla Regione e alla Prefettura – garantisce -. Avevamo spiegato chiaramente che l’ emergenza non era conclusa e che si trattava e si tratta di una condizione strutturale di questo territorio che necessita di azioni strutturate. Eh ma i soldi, quelli mancano sempre. Eh ma le procedure, quelle vanno rispettate. Intanto il miliardino per i grandi eventi esce sempre, e li le procedure le acceleriamo in deroga a tutto“. L’affondo finale: “Ed è per questo che siamo incazzati. Anzi, vi dirò, i cittadini flegrei sono troppo poco incazzati. Ma non vi preoccupate che se continua così negli hangar dell’ America’s Cup ci verremo a dormire”.