Si sono concluse il 9 agosto, a Nuova Delhi, le operazioni di disallestimento della mostra “One Mother Many Mother Tongues” (Una Madre, molte lingue madri), inaugurata lo scorso 23 giugno presso lo Humayun’s Tomb Museum e destinata ora a essere trasferita e riallestita a Bangalore.
La mostra, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, dall’Ambasciata d’Italia e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con la collaborazione del Ministero della Cultura e dei musei prestatori italiani e indiani, ha visto tra i protagonisti anche il Museo Provinciale Campano di Capua, insieme al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma e al Museo Stibbert di Firenze.
Dal Museo Campano e da Villa Giulia sono state prestate statue in tufo raffiguranti madri con bambini ed ex voto fittili di madri nell’atto di allattare, provenienti dall’area sacra del Fondo Patturelli, uno dei più importanti santuari etrusco-italici e luogo fortemente identitario dell’antica Capua. Il Museo Stibbert ha invece prestato una Madonna con Bambino attribuita a Botticelli. Per la prima volta, un funzionario del Museo Campano ha partecipato direttamente alle attività della mostra con funzioni di courier, alternandosi con un funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento nelle diverse fasi di movimentazione delle opere.
Culture
Il progetto espositivo mette a confronto l’immagine della madre con il bambino attraverso epoche e culture differenti, proponendo il dialogo tra la Mater Matuta, la divinità indiana Hariti e la Madonna con Bambino. Un confronto che non mira a stabilire filiazioni dirette, ma a evidenziare consonanze, trasformazioni e adattamenti dell’immagine della maternità nei diversi sistemi simbolici. Un tema particolarmente significativo per il Museo Campano e per il patrimonio archeologico dell’antica Capua, considerato il ruolo della Mater Matuta come figura legata alla maternità e alla generazione della comunità.
Dopo il disallestimento di Nuova Delhi, le opere saranno trasferite a Bangalore, dove la mostra sarà nuovamente allestita nei prossimi giorni.
La partecipazione del Museo Campano si inserisce nel percorso di valorizzazione internazionale del patrimonio culturale della Provincia di Caserta, sostenuto dal presidente della Provincia Anacleto Colombiano, e nel lavoro di valorizzazione e apertura internazionale del museo portato avanti dal direttore Gianni Solino.

















