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Ancora un grande successo a Lioni per il tradizionale concertone del 17 agosto, appuntamento di punta dell’estate lionese che anche quest’anno ha richiamato migliaia di persone da tutta l’Irpinia e dalle province limitrofe. Protagonista sul palco allestito in piazza San Rocco è stato Nek, nome d’arte di Filippo Neviani, accolto dall’entusiasmo di oltre ventimila spettatori.

Reduce dal bagno di folla registrato alla decima edizione del BCT di Benevento, il cantautore di Sassuolo ha regalato al pubblico circa un’ora e mezza di musica, ripercorrendo le tappe principali di una carriera iniziata più di trent’anni fa. Voce, energia e l’immancabile basso hanno accompagnato una scaletta costruita attorno ai brani che lo hanno reso uno degli artisti italiani più conosciuti e apprezzati.

La piazza ha cantato e partecipato dall’inizio alla fine, confermando la grande capacità attrattiva di una manifestazione diventata negli anni un punto di riferimento per l’intera provincia. Generazioni diverse si sono ritrovate sotto lo stesso palco per condividere una serata di musica inserita nel programma dei festeggiamenti in onore di San Rocco.

La permanenza di Nek in Alta Irpinia non si è però limitata al concerto. L’artista ha avuto modo di conoscere alcune delle realtà del territorio, visitando anche il Bioparco di Fattoria Rosabella e mostrando interesse per la struttura e per le attività svolte al suo interno. La mattina successiva allo spettacolo, Filippo Neviani ha raggiunto il Santuario del Santissimo Salvatore di Montella. Lontano dalle luci e dal clamore della sera precedente, il cantante si è fermato sul monte per un momento di raccoglimento e di preghiera. Una scelta legata alla sua sensibilità religiosa e al rapporto con la fede che ha accompagnato diversi momenti della sua vita personale e professionale.

Prima di lasciare il Santuario, Nek ha ricevuto da don Andrea una maglietta del Santissimo Salvatore, decidendo di portarla con sé come ricordo della visita. Un gesto che ha suscitato emozione e orgoglio tra i montellesi, profondamente legati a un luogo che rappresenta uno dei principali simboli religiosi e identitari della comunità.

Dagli applausi di piazza San Rocco al silenzio del Santissimo Salvatore: due momenti diversi ma uniti dalla semplicità con cui l’artista ha vissuto la sua permanenza in Irpinia. Un passaggio che ha lasciato il segno non soltanto per il successo musicale, ma anche per il volto più riservato, autentico e umano mostrato da Nek lontano dal palco.