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Rinviata a data da destinarsi la ripartenza del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Nessun alzaspipario previsto per il mese di ottobre, tradizionale avvio della stagione teatrale avellinese: per rivedere aperta la struttura di piazza Castello si dovrà attendere, nella migliore delle ipotesi, l’inizio del nuovo anno, o comunque un momento non ancora definito.

A tracciare il quadro sullo stato dell’arte è l’assessore alla Cultura e agli Eventi del Comune di Avellino, Luca Cipriano, intervenuto a margine della presentazione del festival gastronomico Irpinia Mood. L’esponente della giunta Pizza  non ha nascosto le criticità ereditate dal passato, parlando senza mezzi termini di vere e proprie «macerie culturali».

«Siamo partiti da un teatro che nei fatti non esiste più: non ci sono più i servizi né una programmazione, e persino l’edificio presenta importanti carenze strutturali», ha dichiarato Cipriano. “Il declino del Gesualdo, del resto, è rispecchiato impietosamente dai numeri: la platea degli abbonati è precipitata dai 3.000 fedelissimi dei tempi d’oro ai soli 25 degli ultimi anni”

Per tentare il rilancio, l’amministrazione punta sui finanziamenti del programma Prius, fondi ritenuti decisivi per mettere in sicurezza la struttura e ristrutturarne gli spazi. Resta però ancora del tutto da sciogliere il nodo legato al modello di gestione: al momento restano aperte tutte le opzioni, dalla gestione diretta comunale all’affidamento all’esterno, passando per formule di partenariato pubblico-privato.

«Ce lo chiedono i cittadini ogni giorno ed è un impegno che manterremo», assicura l’assessore, che punta a una riapertura stabile con una vera campagna abbonamenti. L’obiettivo a medio termine è farsi trovare pronti per il 2027, anno in cui la struttura festeggerà il traguardo dei 25 anni dalla sua inaugurazione.

L’intervento del Gesualdo si inserisce in un più ampio «piano regolatore della cultura» a cui sta lavorando la giunta: “L’intento dichiaratamente strategico è quello di definire ruoli e funzioni chiare per tutti i luoghi culturali della città — dall’ex Eliseo a Villa Amendola, fino alla Casina del Principe e alla Dogana — superando la logica delle aperture occasionali o delle gestioni precarie”.
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a, almeno per quanto riguarda il principale palcoscenico cittadino, l’attesa degli appassionati di prosa e musica destinata a prolungarsi ancora.

Sullo sfondo restano confermati tre appuntamenti calendarizzati all’epoca della gestione commissariale. il 31 ottobre  Brunori Sas ( già tutto esaurito), il 7 novembre sarà la volta di Sal Da Vinci, quindi il 22 dicembre Ghemon.