Entra nella fase conclusiva il processo per il brutale pestaggio di Gaetano Cusano, il giovane di Tocco Caudio che nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025 rimase gravemente ferito all’esterno della discoteca Xuè di Montesarchio.
Questa mattina, davanti al gup Roberto Nuzzo del Tribunale di Benevento, è ripreso il rito abbreviato a carico di Nicolò Palermo, Antonio Ianaro, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone, i primi quattro giovani arrestati poche ore dopo l’aggressione e accusati di tentato omicidio aggravato. Davanti al gup oggi hanno discusso le difese degli imputati che non avevano ancora formulato le proprie conclusioni, ad eccezione della difesa di Nicolò Palermo. Per quest’ultimo resta da completare la discussione dell’avvocato Vittorio Fucci, fissata per il 19. Sarà quella la giornata conclusiva del processo. Dopo l’ultima arringa sono previste le repliche del pubblico ministero Marilia Capitanio e della parte civile di Gaetano Cusano. Successivamente il gup sarà chiamato a pronunciare la sentenza nei confronti dei quattro imputati.
Palermo è difeso dagli avvocati Francesco Altieri e Vittorio Fucci, Ianaro dagli avvocati Sergio Rando e Michele Russo, D’Agostino dagli avvocati Luca Russo e Angelo Leone, mentre Masone è assistito dagli avvocati Fabio Russo e Camillo Cancellario. Gaetano Cusano è assistito dall’avvocato Antonio Leone.
Nella precedente udienza il pm aveva chiesto 10 anni di reclusione per Nicolò Palermo, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone e 8 anni per Antonio Ianaro. Per Ianaro, attualmente agli arresti domiciliari, la Procura ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti anche alla luce della condotta collaborativa tenuta nel corso del procedimento e delle dichiarazioni autoaccusatorie ed eteroaccusatorie rese ai magistrati. Palermo, D’Agostino e Masone si trovano invece in carcere. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Antonio Leone, ha condiviso le conclusioni dell’accusa sulla responsabilità degli imputati, chiedendo inoltre una provvisionale di 100mila euro per ciascuno dei quattro. Nella precedente udienza avevano già discusso gli avvocati Sergio Rando e Michele Russo, difensori di Ianaro. Secondo la loro tesi, al giovane non può essere contestato il tentato omicidio: Ianaro sarebbe stato colpito alla testa con una bottiglia da Cusano e avrebbe reagito, senza prendere parte alla successiva escalation di violenza.
La notte del pestaggio
Gaetano Cusano aveva 17 anni quando, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025, venne ridotto in fin di vita all’esterno dello Xuè.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, alcuni giovani di Benevento avrebbero raggiunto Montesarchio dopo aver saputo della presenza nel locale di un gruppo di ragazzi della Valle Vitulanese. Tra i due gruppi c’erano stati contrasti nei mesi precedenti. Negli atti gli inquirenti ricostruiscono quanto accaduto come una “spedizione punitiva”.
La violenza coinvolge inizialmente A. M., inseguito e picchiato dopo aver cercato riparo nella vegetazione. Poco dopo viene coinvolto Gaetano. Cusano colpisce Antonio Ianaro alla testa con una bottiglia. Subito dopo, secondo l’accusa, viene immobilizzato e raggiunto da una serie di colpi. Nell’aggressione viene utilizzata anche una mazza da baseball. Gaetano tenta di allontanarsi, cade e viene nuovamente raggiunto e colpito anche mentre si trova a terra. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Pio di Benevento, viene sottoposto a due delicati interventi neurochirurgici. Seguono mesi di cure e riabilitazione, fino al ritorno a casa. Le indagini dei carabinieri portano poche ore dopo agli arresti di Palermo, Ianaro, D’Agostino e Masone. Successivamente l’inchiesta si allarga ad altri otto giovani, le cui posizioni seguono un percorso processuale distinto.
Adesso manca soltanto l’ultimo passaggio. Il 19 la discussione della difesa di Palermo, le eventuali repliche dell’accusa e della parte civile e, infine, la sentenza del gup Roberto Nuzzo.


















