Sale di una posizione la Campania nel Geography Index 2026, il report dell’Osservatorio JobPricing sulle retribuzioni dei lavoratori in Italia a livello regionale e provinciale, dove si confrontano livelli salariali, dinamiche territoriali e andamento del potere d’acquisto. Tuttavia Napoli e Caserta sono le uniche province a registrare un delta positivo, scalando posizioni in classifica. Per le altre quattro c’è invece il segno meno.
Il Geography Index 2026 si giova del database di JobPricing, costituito da oltre 650mila profili di lavoratori dipendenti di aziende private. Ad alimentarlo sono le risposte di persone in forma anonima al sondaggio sul sito JobPricing.it, e i dati forniti dalle direzioni Hr delle aziende clienti, rielaborati anonimamente. L’indice è calcolato prendendo come riferimento la Retribuzione Globale Annua (Rga), la cui media nazionale del 2025 è di 33.798. La Rga in Campania è sotto la media italiana (€30.625), in 12 mesi però si passa dal 14esimo al 13esimo posto, nella graduatoria delle regioni. Ma l’allarme arriva dall’inflazione. La Campania, infatti, è tra quelle regioni del Centro e del Sud a scontare “un decennio di significativa perdita di potere d’acquisto, superiore al 10%”. Mentre altre, “in un periodo che non è stato particolarmente felice – spiega il report -, presentano una perdita di potere d’acquisto meno importante o, come nel caso di Marche e Molise, addirittura un lieve guadagno di potere d’acquisto”.
A livello provinciale, Napoli (Rga media 30.914 euro) guadagna 7 posizioni, passando dalla 64esima alla 57esima posizione in un anno. L’area napoletana, prima della regione, è anche l’unica con una retribuzione superiore alla media campana. Non così Caserta (29.350 euro), terza nella regione, pur risalendo 5 posizioni (da 88 ad 83). La seconda piazza regionale è di Benevento (30.319 euro), 66esima in Italia. Il Sannio tuttavia scende di 5 posti: era 61esimo nel 2025. Quarta in Campania è Avellino (28.821 euro), in discesa di tre posizioni: da 87esima a 90esima. Ultima della regione è Salerno (28.078 euro), passata da 96esima a 101esima. Anche su Napoli però aleggia il fantasma dell’inflazione, elevata nell’ultimo decennio, cui corrisponde “un aumento delle retribuzioni non così significativo”. In termini percentuali, la prima è al 25,4%, le seconde ferme all’11,4%. Risultato: un inquietante -14,0%, alla voce potere d’acquisto. La performance la colloca al 34esimo posto su 40 province prese in considerazione dall’analisi. Nel Paese, del resto, Campobasso è l’unica provincia a detenere un delta positivo (3,5%) nel trend 2015-2025.
Nella classifica dei salari italiani, prima è Milano seguita da Trieste, Bolzano, Roma e Bologna. Cospicua la presenza di province dell’Emilia e della Lombardia nella parte alta della classifica: Bologna, Piacenza, Parma, Modena e Reggio Emilia figurano tra il 5° e il 13° posto, mentre ben 7 province lombarde figurano tra il 9° e il 23° posto. La classifica regionale conferma il primato della Lombardia, con una Rga media di 36.331 euro, seguita da Lazio (35.222 euro), Liguria (34.872 euro), Trentino-Alto Adige (34.522 euro) ed Emilia-Romagna (34.295 euro). In fondo alla graduatoria Basilicata (27.767 euro), Calabria (29.146 euro) e Sicilia (29.482 euro). “Nel 2025 la Rga media – afferma il report – è pari a 35.167 euro nel Nord, 33.517 euro nel Centro e 30.139 euro nel Sud e Isole: tra Nord e Mezzogiorno il divario supera i 5.000 euro lordi annui, circa il 15%. Nell’ultimo anno, inoltre, è stato il Nord a trainare la crescita salariale (+4,9%), contro il +2,7% del Centro e il +2,4% del Sud e Isole. Nel decennio, invece, il Mezzogiorno mantiene una dinamica leggermente più favorevole, con una crescita della Rga del 15,6%”. Nel 2025 la Rga media nazionale raggiunge 33.798 euro, con una crescita del 4,3% rispetto al 2024. La Retribuzione Annua Lorda (Ral) media si attesta a 32.991 euro, in aumento del 3,6%. Con un’inflazione pari all’1,5%, per il secondo anno consecutivo la crescita delle retribuzioni supera quella dei prezzi e consente un recupero del potere d’acquisto. “La prospettiva di lungo periodo – avverte l’Osservatorio JobPricing – resta però negativa. Tra il 2015 e il 2025 la Rga media è cresciuta del 14,2%, contro un’inflazione del 22,6%, con un saldo di -8,4 punti percentuali”.















