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Nicola Boccalone a metà strada fra la tentazione di una candidatura a Sindaco di Benevento e la disamina dei conti pubblici del Comune capoluogo.

Al Caffè delle Streghe con la sua Associazione “Benevento Domani”, Boccalone, da buon avvocato specializzato in diritto fiscale, ha snocciolato i dati, a suo giudizio, fallimentari di un decennio di guida mastelliana a Palazzo Mosti. 

Ad esempio il dissesto delle casse comunali che il Sindaco Mastella certificò ed aprì senza troppi complimenti ed indugi nel lontano 2017 paventando numeri da capogiro per le casse di Palazzo Mosti. Numeri che, scusate il bisticcio di parole, alla resa dei conti sono risultati di molto inferiori a quanto paventato, divulgato e propagandato dal Sindaco.

Boccalone spiega come il rimedio non abbia prodotto l’abbassamento dei tributi, ma al contrario tasse più aspre per il contribuente. E così per l’acqua, dove la creazione di Sannio Acque ha determinato l’ingresso di Acea, una azienda privata.

E poi strisce blu e infrastrutture Pnrr, su tutti il disastro della Scuola Torre e del Malies. Insomma un Boccalone, che dall’alto dalla sua pluriennale esperienza manageriale traccia un quadro più che fosco. “Quest’amministrazione è stata autoreferenziale. Dal 2016 ad oggi abbiamo cittadini tartassarti e una città ipotecata”. Boccalone esterna come sia pernicioso il ciclo dell’acqua fino al 2050, la mensa scolastica per 5 anni rinnovabili fino al 2032 e la sosta a pagamento con 15 anni di concessione. Sannio Acque, società mista con oltre 1 miliardo di valore destinato al 55% al pubblico e 45% ad Acea, è al top della incongruenza.

Per quanto riguarda la mensa scolastica, proposti 1000 pasti al giorno richiesti, per 2000 alunni, ma le richieste sono 1705 su circa 2000 alunni. La sosta su strisce blu, accusa Boccalone, con un avviso con determina del 31 ottobre del 2023 senza passare dal Consiglio Comunale.

Commenta l’avvocato: “La realtà supera la fantasia. Ci sono limiti sulla procedura. Per me bastava gestirlo in house questo servizio. Casomai affidarlo alla societa Asia”. Sui conti, il dissesto, l’ex dirigente ha sottolineato: “Dopo 5 anni il dissesto svanisce. L’obbligo a dichiarare non era giustificabile. Abbiamo un primato nazionale quello della Tari. Si vantano che la differenziata e’ al 65% ma non e’ un primato secondo me”.

Ma ancora sulla Tari, Boccalone ha rincarato la dose: “Qualcuno sosteneva che a Benevento si pagava tanto perché mancano le strutture. Avellino ha le stesse strutture ma si paga il 20% in meno. Stessa cosa anche per le altre imposte.” Quindi ha aggiunto: “E’ una realtà definire il cittadino di Benevento tartassato. L’amministrazione che verrà dovrà vedere prima le spese per poi pensare alle entrate in quanto presenta deficit sugli equilibri di bilancio”.

E’ un amministrazione che ha viaggiato a favore delle norme e della finanza. In quanto ha reso più veloce l’acquisizione di beni e servizi e ha avuto il Pnrr ma questo è stata un occasione mancata. Interventi lasciati sul terreno cittadino per circa 41 milioni di euro oltre i termini previsti per gli interventi. Si dovrà mettere altra finanza per completare le opere. Un lascito di questa amministrazione che poteva raggiungere obiettivi maggiori, ma non lo ha fatto anche dopo aver chiesto un dissesto con le sue conseguenze”. Per la sua eventuale candidatura a Sindaco: “E’ prematuro e fuori tempo parlarne ora.” Antonello Intorcia dell’Associazione Domani ha parlato di tributi altissimi dopo il dissesto: “La tari e’ stato un fardello difficile da gestire come l’Imu.Ci sono stati squilibri sulle sulle spese”.