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In merito all’articolo pubblicato ieri sulla nostra testata, dal titolo Sospetta cava abusiva, scatta il sequestro: spunta anche un consigliere comunale , riceviamo e pubblichiamo la replica di Michele Paoletta, capogruppo di minoranza consiliare a Foiano di Val Fortore.

“Ritengo doveroso fare chiarezza sull’articolo pubblicato ieri dal titolo “Sospetta cava abusiva, scatta il sequestro: spunta anche un consigliere comunale” che assocerebbe il sottoscritto, nel mio ruolo di consigliere comunale di minoranza, in quanto figlio della proprietaria dell’area, ad un sequestro di un’area di deposito di materiali inerti.

La domanda posta nella pubblicazione online “Coinvolto anche un consigliere comunale?” merita una risposta precisa: il sottoscritto non è coinvolto nella vicenda riportata nell’articolo diffuso online ieri 7 ottobre. Non sono proprietario dell’area, non sono destinatario del sequestro e nel verbale non viene contestato alcun reato alla mia persona, tantomeno al mio ruolo di consigliere. Il sequestro è stato eseguito a carico della proprietaria dell’area e le contestazioni riguardano la mancanza di un titolo abilitativo per un piazzale di pietrame.

Perciò anche la definizione di “cava abusiva” merita una precisazione. Nel verbale e durante il sopralluogo non viene accertata alcuna cava abusiva, ma viene descritta un’area di circa 1.500 metri quadrati con presenza di materiale inerte. Il pietrame presente nell’area proviene da uno spietramento agricolo effettuato diversi anni fa e non da un’attività abusiva di estrazione da cava. La questione, peraltro, non nasce oggi: il sospetto
di un’attività riconducibile a una cava era già stato oggetto di un procedimento penale circa dieci anni fa, conclusosi senza condanne a carico dei proprietari dei terreni.

Data l’assenza della proprietaria dell’area, sono stato io stesso a rendermi immediatamente disponibile presso l’Ufficio Tecnico comunale con i Carabinieri Forestali, accompagnandoli e indicando loro i luoghi interessati dalla segnalazione fatta dall’ing. Pacifico Antonio. Nessun blitz insomma come si legge dall’articolo. Prendo atto però dell’attività svolta dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico, ing. Antonio Pacifico. Ben vengano i controlli, sempre. E per questo, nella mia qualità di consigliere comunale, verificherò che l’attività di verifica
e controllo degli uffici venga svolta nel rispetto dei principi di imparzialità, secondi i corretti iter amministrativi e con gli stessi criteri e le stesse tempistiche in ogni controllo e verifica. Diversamente, si rischierebbe di alimentare il dubbio che alcune iniziative e controlli degli uffici comunali sembrano avere troppo spesso un indirizzo e un tempismo politico, ben diverso dal semplice e doveroso controllo tecnico e amministrativo.

In conclusione, poi, non accetto strumentalizzazioni e lezioni sul ruolo della minoranza da chi, invece in maggioranza, continua a non rispondere a domande pubbliche ben più serie, che gli vengono poste circa l’autorizzazione di impianti eolici. Otto impianti eolici autorizzati in PAS (Procedura autorizzativa semplificata) dal Comune di Foiano alla società CO.R.E. S.r.l., nella quale risulterebbero rapporti societari con la famiglia Rummo e una partecipazione della Rummo S.p.A., la quale S.p.a. ci è dato sapere ha pagato lo stipendio al sindaco Ruggiero per oltre 15 anni! E due di queste otto autorizzazioni risultano direttamente firmate dal sindaco Ruggiero, auto-nominatosi Responsabile pro tempore dell’Area Tecnica, mentre lo stesso risultava dipendente di Rummo S.p.A, in seguito all’interdizione dai pubblici uffici dell’ingegnere Pacifico scaturita da un’inchiesta giudiziaria delle Procure di Bari e Foggia che riguardava reati di turbativa d’asta e tangenti in
appalti pubblici”.