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Ancora violenza in piazza Vanvitelli, cuore della movida al Vomero. Ad avere la peggio, stavolta, è un padre. A causa di un’aggressione, l’uomo sarebbe finito con una gamba sotto un mezzo dell’Asia, in quel momento in servizio di raccolta rifiuti. Gravi le ferite riportate. A denunciare l’episodio – confermato da fonti dei Carabinieri di Napoli – alcuni testimoni. A originare tutto ci sarebbe un diverbio tra l’uomo e un ragazzo, in tarda serata. Il secondo, attimi prima, avrebbe infastidito la figlia del primo. Secondo la ricostruzione, durante la discussione i due sarebbero passati alle mani. A quel punto però, alcuni amici del giovane – probabilmente coetanei -sarebbero accorsi a dargli manforte. Il padre della ragazza quindi sarebbe stato gettato a terra, ed investito involontariamente dal camion dei rifiuti. Soccorso, è stato trasportato all’ospedale Cardarelli. La scena ha innescato il panico nella piazza gremita. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, impegnati ad indagare sui fatti. Le indagini puntano a identificare il branco, anche grazie alle immagini delle telecamere in zona.

Sulla vicenda interviene una nota della Rete per la sicurezza dei minori e degli adolescenti, richiamando anche l’accoltellamento di un 16enne, avvenuto sempre ieri sera in piazza Dante. “Due episodi gravi, fortunatamente senza conseguenze drammatiche – afferma la Rete-. Colpisce che siano avvenuti proprio in due aree individuate come zone rosse, istituite per rispondere alle esigenze di sicurezza del territorio”.

Il gruppo di cittadinanza attiva sottolinea: “Sosteniamo il lavoro quotidiano delle Forze dell’Ordine, ma crediamo sia necessario interrogarsi sull’efficacia delle misure adottate e sulla loro concreta attuazione”. Da tempo, la Rete si chiede “se il numero di uomini impiegati sia sufficiente rispetto alle necessità del territorio. È una domanda che non vuole essere una critica a chi opera ogni giorno in condizioni complesse, ma uno stimolo a valutare, insieme alle istituzioni competenti, eventuali correttivi operativi“. Secondo la Rete per la sicurezza dei minori e degli adolescenti, “non basta individuare le zone da presidiare, occorre garantire una presenza adeguata e continuativa. Bisogna restituire ai cittadini la necessaria serenità”.