In centinaia hanno riempito piazza Vanvitelli per dire no ad una violenza giovanile fuori controllo. Qui 7 giorni fa fa c’è stato il brutale pestaggio di un padre, accorso in difesa delle figlie minori, da parte di un branco di giovanissimi. Oggi al Vomero la risposta della società civile, con cittadini accorsi da tutta Napoli. Famiglie, bambini, adolescenti, anziani: tutti uniti dietro lo striscione ‘Nessuno si salva da solo, Napoli siamo tutti noi’. “Siamo qui in piazza per rilanciare il messaggio del patto educativo promosso dall’arcivescovo Battaglia – spiega Nelide Milano, della Rete per la sicurezza dei minori e degli adolescenti, promotrice del presidio -: per cucire le ferite che sono state lasciate a terra una settimana fa. Noi non neghiamo le responsabilità della società civile, vogliamo rilanciare il patto con istituzioni e famiglie affinché ognuno torni a svolgere il proprio ruolo perché la società è fatta dalle famiglie, dalla scuola, dalle istituzioni e se manca anche solo un pezzo salta tutto. Tutti insieme dobbiamo prendiamoci cuora del futuro per i nostri ragazzi”.
Dalla piazza si è levata forte la richiesta di sicurezza. Una mala movida oggi rappresenta uno dei principali allarmi. E questo pur in una città dove non sono mai mancati problemi di criminalità, grande e piccola. In piazza Vanvitelli si è però radunata la città non rassegnata. C’è la protesta, ma anzitutto la proposta. Tanti i messaggi affissi su un grande pannello: saranno raccolti e poi sottoposti alle autorità competenti. Confuse tra la folla, anche le figlie e la moglie di Roberto, l’uomo aggredito 7 giorni fa.
Nutrita la presenza di consiglieri regionali, comunali e municipali. Si notano anche il deputato Francesco Emilio Borrelli e l’europarlamentare Sandro Ruotolo. In piazza pure gli assessori comunali Antonio De Iesu, Vincenzo Santagada e Maura Striano. L’ex questore De Iesu, oggi assessore comunale alla Polizia municipale, invita a non illudersi su soluzioni immediate. “Chi invoca tutto e subito – dice – non ha colto il senso della cosa. La gente qui non chiede solo la presenza delle forze dell’ordine, ma anche un’alleanza di comunità”. Del resto, considera De Iesu, “noi abbiamo dieci municipalità, quartieri degradati che assorbono l’impegno delle forze di polizia“. Per l’assessore il nodo è invece “educare i giovani alla convivenza civile” e affrontare “la devianza minorile su più livelli”, essendo “un tema complesso”. Un lavoro congiunto ed “in profondità”, in sinergia tra istituzioni, scuola, famiglie. In piazza, intanto, si agitano vari cartelli: ‘La sicurezza non è un privilegio’, ‘Basta parole servono fatti’. Incrociando le dita, perché è arrivato un altro week-end della movida.


















