In merito alle vicende che hanno interessato la questione-mensa negli Istituti comprensivi della città di Benevento ed in particolare alla possibilità del pasto da casa per gli alunni non iscritti al servizio di refezione scolastica, la struttura provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi esprime il più vivo ringraziamento ai Dirigenti scolastici per aver optato, in maniera responsabile e quasi unitaria, per la non previsione del consumo del pasto domestico negli stessi locali adibiti al consumo del pasto del servizio comunale da parte di alunni, docenti e collaboratori scolastici.
La decisione dei Dirigenti scolastici, infatti, rispetta pienamente quanto stabilito nel 2019
dalla Corte di Cassazione a sezioni unite, sentenza quindi inappellabile, che statuiva che
“non esiste un diritto soggettivo perfetto e incondizionato a portare il pasto da casa e a
consumarlo nei locali scolastici durante l’orario della mensa. L’introduzione di vari e
differenziati pasti domestici nei locali scolastici – si legge ancora nella sentenza – inficia
il diritto degli alunni e dei genitori alla piena attuazione egualitaria del progetto
formativo comprensivo del servizio mensa”.
Secondo i supremi giudici, quindi, portare il pasto domestico potrebbe configurarsi come
violazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione, a seconda delle
condizioni economiche delle famiglie e del diritto alla salute per i rischi igienico-sanitari
che il predetto pasto porta con sé.
Rischi che sono stati evidenziati e sottolineati nella nota della locale ASL, che ha rimesso
unicamente in capo di Dirigenti scolastici la responsabilità della sorveglianza igienicosanitaria al fine di evitare eventuali contaminazioni fra i cibi degli alunni che consumano
il pasto della mensa e gli alunni che invece mangiano il pasto della mensa. Appare
evidente che tale responsabilità rappresenta, per i Dirigenti stessi, un carico
inaccettabile, in quanto non dispongono di personale da poter dedicare a tale servizio,
essendo tutti docenti e i collaboratori scolastici in orario addetti alla sorveglianza e
all’assistenza degli alunni che consumano il pasto della mensa. Inoltre, le scuole della
città non dispongono di locali ulteriori rispetto ai refettori che potrebbero, eventualmente,
ospitare gli alunni con pasto domestico. Locali che andrebbero sanificati prima e dopo
del consumo del pasto da casa da parte proprio di quei collaboratori che, nel frattempo,
STRUTTURA TERRITORIALE DI BENEVENTO
stanno svolgendo le loro mansioni contrattuali con gli alunni che mangiano a mensa. Così
come i docenti, che non potrebbero assicurare la contemporanea presenza in mensa e nei
locali adibiti al pasto domestico.
Adottare regolamenti che disciplinassero il servizio di refezione scolastica non
prevedendo, quindi, la possibilità di consumare a scuola il pasto portato da casa è apparsa
responsabilmente ai Dirigenti scolastici e ai Consigli di Istituto delle scuole cittadine del
primo ciclo (Consigli presieduti e nei quali siedono, si evidenzia, rappresentanti dei
genitori) l’unica soluzione possibile e praticabile, a tutela innanzitutto della salute dei
piccoli alunni.
La struttura provinciale dell’ANP condivide, quindi, questo comportamento ritenuto
inappuntabile e rispettoso della legge e della salute degli alunni da parte ai Presidi e
manifesta piena solidarietà ai colleghi per gli ingenerosi e strumentali attacchi apparsi sui
social e su certa stampa, riservandosi anche il diritto di tutela sindacale e legale nei casi
più diffamatori.
Il Presidente provinciale
Prof. Domenico Zerella Venaglia


















