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Pasto da casa per i bambini che frequentano la Scuola con il tempo pieno? Non se ne parla. Ancora una volta la risposta all’ennesima istanza presentata da due genitori è stata un “no”. Il Dirigente del Plesso scolastico Bosco Lucarelli Domenico Zerella non ha voluto fare passi indietro. I genitori oggi hanno avuto un confronto con il dirigente per tentare di convincere la scuola ad aprire al pasto portato da casa per i bambini che non vogliono o possono usufruire del servizio mensa.Sula richiesta agli accessi agli atti della scuola sono stati risposti sono in maniera parziale e non esaustiva. Noi di Anteprima 24 questa mattina siamo stati contattati da un genitore che ci ha voluto esprimere tutto il suo malcontento rispetto ad una decisione di totale di chiusura del mondo della Scuola nei confronti di questa opzione,  che sarebbe di grande aiuto per quei genitori che non hanno la materiale possibilità di riprendere i figli dai banchi in quella fascia oraria dopo mezzogiorno o che hanno bambini che hanno intolleranze alimentari, come la celiachia. Questo tipo di rilievo nel contesto della ormai annosa vertenza mensa per i bambini che frequentano le Scuole beneventane non è certamente nuovo, ma non si vede una soluzione a fronte delle carenze del servizio che dovrebbe essere assicurato dalle due Ditte affidatarie del relativo appalto da Palazzo Mosti. Ma l’apertura, a fronte di queste specifiche esigenze ripresentate dai genitori, non c’e stata, anzi. Il papà  ha spiegato i motivi del no del dirigente Zerella: “Nessuno vuole assumersi la responsabilità’. Sarebbe necessario un certificato di un medico di famiglia, ma il medico di base non vuole scrivere nulla. Servirebbe un neuropsichiatria che autorizzi il pasto. Significa quindi pagare uno specialista”. Tutto questo non autorizzerebbe il pasto da casa ma rappresenterebbe un’esigenza reale che la scuola potrebbe valutare al fine di integrare con qualcosa da casa la dieta che la mensa non soddisfa. Il genitore ha sottolineato: “Qui ognuno deve fare la sua parte. Parlano di una legislazione carente ma l’Asl non ha mai fissato dei divieti. Sono decisioni che ci lasciano interdetti noi genitori”. I genitori questa mattina hanno polemizzato con il dirigente affermando come era stata fatta la richiesta degli atti alla Scuola e che sino ad ora non c’e era nessuna novità e spera che altri genitori che si trovano nelle situazioni simili possono ricorrere al Tar. “Non si possono fare dispetti sulla pelle dei bambini” ha chiosato il papà.