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di Tracy Di Piro – Acqua, lievito, farina, sale: basta poco per fare una pizza. Ma per una community di “malati” di pizza? Serve davvero così poco? A rispondere è uno dei co-fondatori del progetto “Malati di pizza”, Vincenzo Viscusi, che ha sottolineato come il segreto del successo sia semplicemente nell’essere sé stessi, senza presunzione o artificiosità. Il gruppo “Malati di pizza” è divenuto nel tempo un punto di riferimento per professionisti e amanti della pizza in tutta Italia con una community che vanta più di un milione di followers nei vari canali social (Youtube, Instagram, TikTok, Facebook).

Tutto nasce per gioco, tra il 2015 e il 2016, quando Vincenzo inizia a pubblicare video con l’obiettivo di raccontare il territorio attraverso la pizza, portando alla ribalta le storie dei prodotti e delle realtà locali e imparando a fare la pizza completamente da autodidatta. Durante il periodo del Covid qualcosa cambia: la prima consapevolezza che quel gioco si era esteso oltre i confini regionali e si stava creando una vera community. Da allora decide di far diventare quell’hobby un vero e proprio lavoro e portare avanti quello che è forse l’obiettivo più ambizioso della sua attività social: connettere tante persone, unite dalla passione per la pizza, attraverso ricette e tecniche.

Grazie al sodalizio con l’amico e socio Pier Santi Russo è iniziata un’avventura che lo ha condotto a coronare il sogno di creare un’accademia di pizza. Ma non è un’accademia che ha la presunzione di sfornare professionisti, ma di riunire persone che hanno la curiosità di imparare qualcosa e sono desiderosi di vivere momenti di convivialità reali, al di fuori dello schermo.

Ieri 24 ottobre 2026 questo sogno si è realizzato: un gruppo di 20 persone è stato accolto presso l’Accademia, situata in Limatola (via Cuparelle, II), per il primo corso di pizza. Alle 10:00 il gruppo è stato accolto con un caffè di benvenuto nell’area social, che è da intendersi come un’area pensata per la socialità: uno spazio in cui persone, accomunate da una passione, si ritrovano per conoscersi, parlare e scambiarsi consigli. A seguire, una breve lezione di circa 40 minuti, con un inciso teorico sulla lievitazione, dopodiché la parte pratica per la formazione del proprio panetto. Ognuno è lasciato libero di preparare la propria pizza autonomamente e di personalizzarla, affinché il risultato ottenuto possa parlare di sé. Alla fine, il gruppo si è spostato nella sala con i forni e si è cimentato nella difficile arte della cottura della pizza. Una volta sfornate, tutti i partecipanti si sono riuniti a tavola per gustare le loro pizze. Non è un caso che il corso inizi e finisca con un momento di condivisione e socialità: infatti, non sono il professionismo o la tecnica i fini ultimi del corso, ma offrire un’occasione di vicinanza e socializzazione ad una community che può esistere anche al di fuori degli schermi, attraverso la diffusione di un sapere antico. 

Il corso prevede il rilascio di un attestato di partecipazione finale e, per chi vuole, un ultimo momento di confronto con gli organizzatori per recensire la propria esperienza, raccogliere storie e pensieri dei corsisti con il fine di comprendere i loro bisogni e ciò che può essere ancora migliorato.

Nonostante le difficoltà e gli intoppi, la giornata è stata un gran successo e la gente assai entusiasta: “in termini di bellezza, è stato qualcosa che ha superato ogni aspettativa. Le persone sono entusiaste e felici di quello che abbiamo creato. Non vedevano l’ora di rifarlo e hanno già chiesto altre date”, ha dichiarato Vincenzo Viscusi. In effetti, questo è solo l’inizio: oggi domenica 25 ottobre si attende un altro gruppo di corsisti e altre cinque date sono previste prima della fine dell’anno, già tutte sold out.

Un successo travolgente e inaspettato che sta coinvolgendo anche appassionati fuori regione, perché si sa, non ci sono distanze che tengano quando a tavola i posti d’onore sono riservati ad una buona pizza e tanti amici.