Un corteo dalla Biblioteca provinciale alla Prefettura per chiedere le dimissioni della giunta Mastella. Le opposizioni sono scese in strada questa sera a Benevento, lungo corso Garibaldi, dopo la vicenda giudiziaria che ha interessato l’amministrazione di Palazzo Mosti.
“La città sfiducia Mastella” e “La città chiede le dimissioni della giunta Mastella!” sono i messaggi esposti dai partecipanti. A promuovere la mobilitazione Partito Democratico, Avs, Città Aperta, Civici e Riformisti e Civico 22. Presente anche Umberto Del Basso De Caro, ex parlamentare del Pd.
Perifano: “La parola torni ai cittadini, serve una fase nuova”
Durante la manifestazione, Luigi Diego Perifano, consigliere comunale di Città Aperta, ha spiegato le ragioni della protesta: “È il tentativo di portare una vicenda purtroppo molto grave all’attenzione della città. È evidente che dopo quello che è successo noi ci saremmo augurati un sussulto di dignità e di responsabilità. Fare finta di niente in questa situazione, secondo me, non conviene a nessuno, perché in queste settimane abbiamo assistito al disfacimento della credibilità dell’istituzione comunale”.
“Quando la città è scossa da vicende che meritano di essere condannate con la massima fermezza, la politica dovrebbe reagire. Dovrebbe reagire consentendo che si apra una fase nuova, che la parola ritorni ai cittadini e che i cittadini, dopo aver valutato quello che è successo, scelgano”.
Sulla partecipazione all’appuntamento, Perifano ha aggiunto: “Noi non è che misuriamo la risposta in base alle presenze. Mi pare che ci sia un bel po’ di gente. D’altra parte siamo all’inizio di un percorso, di un cammino. Benevento, sapete, è una città che va scossa, va sensibilizzata. E penso che questo lavoro lo faremo anche nelle settimane a venire”.
Alla domanda sulla posizione del sindaco e della giunta rispetto alla protesta, il consigliere ha risposto: “Io credo che tutte le valutazioni siano legittime, anche quelle che fa il sindaco con la giunta in carica. Se loro non ritengono di prendere atto che il Comune è stato devastato da un’indagine giudiziaria che ha messo fuori gioco quattro dei sette dirigenti apicali del Comune di Benevento, ebbene io vi chiedo: cos’altro deve succedere per poter prendere atto di una situazione che è veramente insostenibile e che comunque tale appare, credo, alla coscienza della maggioranza dei beneventani?”.
Moretti: “Mastella faccia un passo indietro e chieda scusa alla città”
Dopo Perifano è intervenuto Angelo Moretti, consigliere comunale di Civico 22, che ha definito la manifestazione “un atto dovuto”. “Penso che abbiamo aspettato anche troppo per scendere in piazza. Ci aspettavamo un cambio proprio di prospettiva”. Moretti ha ripercorso le vicende giudiziarie che hanno interessato Palazzo Mosti, dall’arresto del 30 marzo agli ulteriori sviluppi dell’inchiesta su presunti episodi di corruzione e turbativa d’asta. Quindi ha contestato la risposta politica del sindaco: “Di fronte a tutto questo Mastella cerca di normalizzare la situazione. La butta sul ‘così fan tutti’, sul fatto che queste cose capitano spesso, che lui non ha potuto controllare, che qualcuno è stato infedele. Non accettiamo di essere presi in giro, non accettiamo di essere presi per fessi o per ingenui. Sappiamo perfettamente come funzionano i sistemi politici e i sistemi amministrativi”.
Il consigliere ha posto una questione di capacità di governo e controllo dei collaboratori, prospettando, nella propria valutazione politica, anche l’alternativa di una responsabilità diretta del sindaco: “Noi puntiamo a pensare che Mastella non abbia controllato, ma questo è grave quanto una responsabilità diretta. Riteniamo che sia il momento di fare un passo indietro, che magari si chieda scusa alla città per quello che è successo, per quello che abbiamo scoperto”. Da qui la richiesta di lasciare il governo di Palazzo Mosti e consentire l’intervento di un commissario prefettizio.
Sulla partecipazione, Moretti ha sostenuto che la protesta raccolga consensi anche tra persone rimaste a casa: “Questa secondo me è una piccola risposta. C’è molta più gente in giro che chiede queste dimissioni e che poi, di fatto, ha paura di scendere in piazza. Questa è una città che da troppi anni vive anche di ritorsioni e di vendicatività”. Un clima che il consigliere ha denunciato richiamando messaggi ricevuti privatamente: “Ci sono molte persone che ci hanno scritto della paura di manifestare”, ha affermato, riferendosi a lavoratori che, secondo il suo racconto, temerebbero conseguenze per le proprie aziende o sul posto di lavoro, anche negli uffici comunali e nelle imprese vicine al Comune. “Sono tantissime le persone che ci hanno scritto e quindi pensiamo che questa città sia ancora più numerosa di quello che vediamo stasera su corso Garibaldi”.
Farese: “È il momento di staccare la spina. Porteremo in Consiglio un dossier di 24 punti”
“È il momento di mettere fine a questa esperienza amministrativa”. Francesco Farese, consigliere comunale del Partito Democratico, spiega così la partecipazione alla protesta: “Stasera abbiamo deciso di scendere in strada nel cuore della città per dare voce ai tanti cittadini che in queste settimane ci hanno chiesto uno scatto di dignità e di orgoglio”. Per Farese, la vicenda giudiziaria si inserisce in una valutazione negativa più ampia dell’operato dell’amministrazione: “Il terremoto giudiziario è soltanto l’epilogo, è soltanto la fine di un sistema logoro, arroccato su se stesso, che ha fallito su tutti quanti gli aspetti”. Il consigliere definisce “terribile” il quadro dell’inchiesta, dal quale, a suo giudizio, emergerebbe una corruzione diffusa nella macchina comunale, che descrive come “paralizzata, ferma su tutti i fronti”.
“È il momento di dire basta, è il momento di staccare la spina, perché il potere non è una gestione personale. La cosa pubblica va amministrata nell’interesse di tutti e non ci pare che in questi mesi, in questi anni, questo stia avvenendo”. Sulle prossime iniziative, Farese distingue il percorso giudiziario dalla richiesta di responsabilità politica: “Le responsabilità penali sono personali, ma c’è un dato principale che è quello dell’etica pubblica. L’etica pubblica è la precondizione che garantisce i diritti per tutti”. Diritti che, sostiene, in città sarebbero diventati “merce di scambio”.
Il consigliere contesta le scelte sugli incarichi: “Tutte queste nomine sono nomine fiduciarie, dirette del sindaco e quindi la responsabilità politica è solo in capo a lui. Nomine che abbiamo anche contestato, di cui in questi anni abbiamo più volte evidenziato l’illegittimità. Questa amministrazione le ha difese a ogni costo, contro ogni ragione e quindi è assolutamente opportuno che chi ha adottato queste scelte si assuma le responsabilità politiche”.
La battaglia proseguirà nell’aula di Palazzo Mosti: “Porteremo la questione anche in Consiglio comunale, a prescindere dall’adesione degli altri consiglieri. Chiederemo che queste tematiche siano discusse in Consiglio. Abbiamo elaborato un dossier di 24 punti, di cui la questione giudiziaria è solo uno dei 24 punti di fallimenti amministrativi. Ne discuteremo in Consiglio, ma è giunto il momento di dire basta”.
Interpellato sui rapporti con il livello regionale del Pd e con il segretario Piero De Luca, Farese rivendica la continuità della posizione locale: “Sul territorio noi siamo sempre rimasti della stessa posizione, in modo coerente, con la schiena dritta. Non abbiamo mai avuto ripensamenti, tentennamenti, anche in occasione delle ultime consultazioni regionali che pure hanno creato un problema politico”.
“Questo movimento ha sempre rivendicato con coerenza la propria posizione, che su questo territorio è di alternativa a questa amministrazione”, aggiunge. “Siamo già impegnati insieme anche ad altri movimenti civici, ma anche ad altri partiti del centrosinistra, perché non c’è soltanto il Partito Democratico stasera in piazza. Siamo già impegnati nella costruzione di un’alternativa, di una nuova proposta per le prossime elezioni”.


















