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Lo scrittore beneventano Nicola Sguera ha vinto la sezione Narrativa inedita della seconda edizione del Premio Letterario Nazionale “Agrorinasce – Letteratura per il Sociale e la Legalità” con il romanzo “Corpo a rendere”. La premiazione si è svolta ieri, martedì 27 ottobre, a Casapesenna, nel Centro di Aggregazione Giovanile per l’Arte e la Cultura “Rosario Livatino”, un bene confiscato alla camorra. Testimonial della giornata è stato Luca Abete. In finale con Sguera, nella stessa sezione, c’erano Ilenia Pasquetti, Giuseppe Mascolo e Maria Usiello.

Il premio è promosso da Agrorinasce, l’agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio che gestisce numerosi beni sottratti alla criminalità organizzata. Collaborano il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e Terra Somnia Editore. Il direttore scientifico è lo scrittore Alfonso Reccia. Il concorso vuole promuovere la cultura della legalità e l’impegno civile attraverso la letteratura, e prevede un riconoscimento di 1.000 euro per ciascuna delle sezioni principali. Una parte del premio sarà utilizzata per ricordare e celebrare Esther, “in qualunque altrove sia la sua anima santificata dalla sofferenza”, ha dichiarato lo scrittore.

“Corpo a rendere” si ispira, molto liberamente, alla vicenda di Esther Johnson. Era una donna nigeriana di trentasei anni e ogni mattina partiva da Castel Volturno per raggiungere il capoluogo sannita, dentro un circuito di sfruttamento sessuale. Nel giugno 2016 fu uccisa a colpi di pistola vicino alla linea ferroviaria di Benevento. Il delitto è ancora irrisolto. Il romanzo segue Esther nella ripetizione dei suoi giorni sul ciglio della strada, tra serre, capannoni e i treni che passano senza riguardarla. È il racconto di un corpo trattato come merce. La scrittura è asciutta e precisa e i capitoli prendono il titolo da versi della tradizione poetica. Il libro restituisce un nome e una storia a una vita che le cronache hanno dimenticato in fretta. La nota finale ricorda anche cosa è nato da quella morte: “La casa di Esther”, che accoglie donne vittime di tratta, e il “Patto delle Parole” che ogni 14 giugno Libera Benevento rinnova insieme a scuole, associazioni e istituzioni.

Il riconoscimento arriva pochi giorni dopo un altro risultato. Sabato 24 ottobre, al Castello Colonna di Genazzano, Sguera si è classificato terzo alla prima edizione del Premio “Aura Latina” del Sistema Bibliotecario Prenestino con il racconto lungo “Le sorti sottratte”. È un giallo storico ambientato nell’antica Preneste nel 79 a.C., subito dopo la guerra sillana. Il magistrato Marco Valerio Messalla indaga sul furto delle sorti, le tavolette oracolari custodite nel santuario della Fortuna Primigenia. Nell’indagine scopre quanto sia fragile l’ordine che il rito pretende di garantire.

Nelle giorni scorsi, inoltre, all’interno di Benevento LibrAria è stato presentato “Il potere del canto” (Finalmente Libri, 2026), il secondo romanzo di Sguera. La presentazione è stata possibile grazie a Maria Cristina Donnarumma e Antonella Tartaglia Polcini. Gli studenti del Liceo “Guacci” e dell’Istituto “Rummo” hanno partecipato con passione, guidati con sapienza dalle loro docenti, in particolare Angela Belperio, Marilena Della Pietra, Giovanna Lombardi, Cristiana Miceli e Giovanna Lizza.

Nicola Sguera