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“De minimis non curat praetor”. Così Clemente Mastella replica alle dichiarazioni di due ex sottosegretari Pasquale Viespoli e Umberto Del Basso De Caro che oggi si sono confrontati pubblicamente per riflettere sul futuro della città dove in primavera si tornerà al voto.
   
“Ho visto e letto distrattamente – dice Mastella – di qualche tentativo, goffo in verità, di revanscismo in una miscela di rancori e tentativi di tornare in pista. Un testacoda destra-sinistra che sembrava spuntato dalla zucca di Halloween. Film in bianco e nero da incubo politico”.
   
“Non posso attardarmi in polemica – continua il sindaco di Benevento – con chi ha scarso, minimo consenso. Io so solo che questi signori, che hanno governato alternativamente la città dal 1993 al 2016, hanno lasciato i teatri chiusi e io li ho riaperti, una città senza depuratore e con me si farà, un parco che io ho riaperto intitolandolo a De Mita che prima era una discarica, il parcheggio di Porta Rufina chiuso e oggi riaperto, il trasporto cittadino fallito e oggi invece efficiente. Il sistema amministrativo che ho ereditato era fondato sui debiti… Piazza Risorgimento che era un parcheggio e oggi è un esempio di urbanistica intelligente e luogo di aggregazione. Una città buia, oggi illuminata dalle Mura Longobarde al Teatro Comunale fino a piazza Santa Sofia. La facoltà di Medicina cui abbiamo creduto da soli, tra lo scetticismo di tanti”.
   
“Un comune – conclude l’ex Guaradasigilli – con un buco complessivo attorno ai 100 milioni di euro (30 milioni di disavanzo tecnico, 29 milioni di anticipazioni di liquidità, 17,5 milioni di anticipazione di tesoreria). Una voragine finanziaria che abbiamo risanato”.