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Cala il sipario sulle speranze delle Fonderie Pisano. Nel corso dell’assemblea svoltasi presso la sede della Regione Campania di via Generale Clark, il proprietario dello storico stabilimento salernitano, Ciro Pisano, ha manifestato tutto il proprio scoraggiamento di fronte a una vertenza che appare ormai arrivata a un punto decisivo.

L’imprenditore non ha nascosto amarezza e preoccupazione per il futuro dell’azienda, facendo emergere il timore che, dopo la chiusura dell’attività produttiva, possano arrivare anche i licenziamenti dei dipendenti. Secondo quanto emerso durante l’incontro, al quale Pisano ha voluto partecipare anche in assenza dei suoi consulenti, proprio per manifestare la sua sensibilità e vicinanza ai lavoratori , la proprietà ritiene di non aver ricevuto dalla Regione indicazioni concrete per una soluzione alternativa che possa garantire la prosecuzione dell’attività e la salvaguardia dei posti di lavoro. Le residue speranze sono ora legate anche alla prossima pronuncia del Tar, attesa per il 4 novembre, che potrebbe rappresentare uno degli ultimi passaggi decisivi della complessa vicenda.

Intanto sul caso interviene la Fiom-Cgil, che pur apprezzando l’attenzione manifestata dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiede un cambio di passo immediato. In una nota congiunta, il segretario generale della Fiom-Cgil Campania Mauro Cristiani e la segretaria generale della Fiom-Cgil Salerno Francesca D’Elia sottolineano come l’intervento del governatore rappresenti un segnale importante di attenzione verso le politiche industriali del territorio, ma evidenziano la necessità che la Regione assuma un ruolo non soltanto tecnico e amministrativo.

PRECISAZIONI IN REPLICA ALL’UFFICIO LEGALE DELLE FONDERIE PISANO

FONDERIE PISANO: 23 ANNI DI LOTTA

Ancora una volta dobbiamo constatare che l’imprenditore Pisano continua a dare informazioni non corrispondenti al vero.

Nel comunicato dell’ufficio legale delle Fonderie si afferma che sarebbe stata richiesta e ottenuta l’archiviazione per i reati più gravi. Questa affermazione non corrisponde al vero: la richiesta di archiviazione è stata presentata, ma a oggi il giudice non si è ancora pronunciato; pertanto non vi è alcuna archiviazione per il reato di disastro ambientale.

Come associazione Salute e Vita abbiamo partecipato all’udienza sulla richiesta di archiviazione e abbiamo depositato memorie per chiedere che l’archiviazione non venga disposta.

Per evitare che si continui a ingenerare confusione, riteniamo necessario precisare quanto segue:

  • a oggi il GIP non ha emesso alcun provvedimento di archiviazione con riguardo ai reati previsti dagli artt. 452-bis e 452-quater c.p.;
  • nel corpo della richiesta di archiviazione (pag. 5) la Procura evidenzia che i reati derivanti da plurime violazioni in materia di sicurezza sul lavoro sono stati dichiarati estinti per l’adempimento delle prescrizioni impartite in data 7/11/2024 e per il pagamento della somma di € 10.821,18 a titolo di oblazione; è evidente, quindi, che anche nel 2024 sono state riscontrate all’interno dell’opificio plurime violazioni delle disposizioni dirette a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori;
  • con riguardo, infine, al reato ex art. 674 c.p., contestato dal 2021 a ottobre 2025, la Procura evidenzia la presenza di emissioni moleste per gli abitanti delle zone limitrofe; per tale reato risulta fissata l’udienza predibattimentale.

Ci preme, in conclusione, porre una domanda: finché gli imprenditori Pisano non ammetteranno le proprie responsabilità, chi potrà mai dar loro credito quando affermano che il nuovo sistema, che si vuole realizzare per continuare a produrre, non produrrà inquinamento?

L’ammissione di responsabilità per i danni certificati, causati in questi anni alla popolazione e all’ambiente, è il primo passo del percorso di credibilità che l’imprenditore deve compiere e, a nostro avviso, la condizione necessaria per poter dialogare in modo affidabile a tutti i tavoli istituzionali.

L’associazione, intanto, continuerà la sua battaglia per la verità e per la giustizia ambientale: non si accontenterà delle parole, ma attenderà i fatti.