Sospetti di voto di scambio, ma stavolta la mala politica non c’entra: si parla di elezioni a scuola. Una denuncia senza molti precedenti arriva dal liceo Vittorini, dove siamo alla vigilia delle urne per i rappresentanti degli studenti. E anche qui, come per gli adulti, potrebbe interessarsene la magistratura. In un messaggio al corpo studentesco, alle famiglie e al Consiglio di istituto, la preside Donatella Mascagna parla infatti di “possibile voto di scambio“. Nel liceo di via Domenico Fontana, la dirigente scolastica spiega di aver appreso di “illecita attività di propaganda elettorale”. E viene subito al punto. “Si ricorda che – scrive – ogni attività di propaganda del tipo: “se mi eleggerete vi farò uno sconto per partecipare alle partite di campionato di calcio organizzate al di fuori della scuola“, si configura come “voto di scambio” che è un reato elettorale penalmente perseguibile e riguarda la promessa o la consegna di denaro, generi alimentari, o altre utilità a singoli elettori in cambio del voto per un determinato candidato o lista“.
La preside non va tanto per il sottile. E si rivolge direttamente agli alunni, nel caso fossero tentati da promesse illecite. “Visto che il voto è segreto – evidenzia -, come si potrebbe risalire all’elettore? E quindi a farsi praticare lo sconto sul biglietto?”. Come dire: riflettete, prima di farvi raggirare. “Pertanto – aggiunge la preside – chiedo alle studentesse e agli studenti di questa scuola di “aprire gli occhi” e di non rendersi complici di un reato penale, di non farsi abbindolare da false promesse, di votare secondo coscienza i candidati più idonei a rappresentarli”. Ma la questione non finisce con una semplice reprimenda. Sul caso, Mascagna lascia intendere di voler andare a fondo. Fino alla denuncia alla Procura della repubblica di Napoli. “Se la scrivente avrà modo di accertare la sussistenza del reato, di chi lo commette e di chi se ne rende complice – anticipa –, senza indugio presenterà denuncia alle autorità giudiziarie e procederà alla giusta sanzione disciplinare“.
La vicenda fa già discutere gli ambienti vicini al mondo scolastico. “Anche questa volta – commenta la Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti – la Preside dimostra una qualità fondamentale: avere il cosiddetto orecchio a terra, saper ascoltare e intercettare ciò che accade tra i ragazzi. Un segno di vicinanza autentica agli studenti e di attenzione alle loro dinamiche”. Secondo la Rete, la dirigente “soprattutto, ha saputo non sorvolare sull’episodio, trasformandolo in una preziosa occasione di educazione civica per parlare di legalità, libertà di scelta, valore del voto e diritti. È questa la scuola che educa davvero: quella che sa trasformare una criticità in un’opportunità di crescita e consapevolezza”.




















