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Il Bilancio Consolidato passa in Consiglio comunale ad Avellino, ma la maggioranza esce dall’assise con i contorni politici visibilmente ridimensionati e un fronte interno tutt’altro che compatto. Se il documento contabile riceve il via libera (con il capogruppo del PD Romano che esulta parlando di un atto che segna «un cambio di passo nelle partecipate»), a tenere banco è il duro scontro politico che si è consumato tra i banchi del Consiglio.

La crepa più vistosa nella coalizione si registra, ancora una volta,  sul fronte dei mastelliani. In Aula si consuma lo strappo politico,suggellato  dalla presa di posizione netta e critica del consigliere (e figura di riferimento locale) Gino Iannace, che non fa sconti e punta il dito contro le modalità seguite finora dall’amministrazione: «Il metodo sulle nomine è sbagliato», tuona, riferendosi alle recenti scelte del sindaco Nello Pizza, anche se alla fine decide di votare a favore del bilanci.

Se nella maggioranza gli equilibri restano comunque garantiti, il clima si fa incuventato quando la parola passa all’opposizione. È un vero e proprio scontro aperto quello ingaggiato dall’ex sindaco Gianluca Festa, che non le manda a dire.

Festa rivendica con forza il lavoro svolto durante la sua consiliatura sul fronte del risanamento economico: dal suo scranno punta il dito contro l’attuale gestione, rivendicando di aver risanato le casse comunali e passando poi all’attacco frontale sulle partecipate. Sotto accusa c’è l’operazione di gestione e il futuro di Acs: per l’ex primo cittadino si tratta di una vera e propria “svendita” che non solo mortifica il valore dell’azienda, ma mette drammaticamente a rischio i posti di lavoro, gettando ombre pesanti sulle scelte strategiche dell’esecutivo.

Tra tensioni sulle partecipate, malumori interni che emergono allo scoperto e bordate durissime dall’opposizione sul futuro dei servizi e dei lavoratori, il Consiglio comunale liquida a maggioranza tutte le pratiche all’ordine del giorno.