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La verità sull’omicidio di Pasquale Campanello potrebbe essere ancora tutta da scrivere. Sono trascorsi trentatré anni da quella sera dell’8 febbraio 1993, quando il sovrintendente della Polizia Penitenziaria venne assassinato a Torrette di Mercogliano. Un delitto rimasto senza una risposta giudiziaria definitiva e sul quale la magistratura antimafia ha deciso di tornare a indagare.

Il nuovo filone investigativo conduce a Napoli, negli ambienti della criminalità organizzata dei Quartieri Spagnoli. La Direzione distrettuale antimafia sta approfondendo l’ipotesi che l’assassinio sia stato deciso da esponenti del clan Mariano, come ritorsione per l’attività svolta da Campanello all’interno del carcere di Poggioreale.

Il nome del sovrintendente è riemerso nell’ambito di un procedimento per usura ed estorsione. Tra le persone coinvolte figura Carmine Petrillo, conosciuto con il soprannome di “‘a Pesella“, nei cui confronti risulta aperto anche un fronte investigativo relativo all’omicidio del 1993. Si tratta di un’ipotesi accusatoria ancora da verificare, che non equivale all’accertamento di responsabilità.

A rendere particolarmente delicata la vicenda è il possibile collegamento tra l’agguato e il lavoro quotidiano della vittima. Campanello operava in un settore del sistema penitenziario a stretto contatto con detenuti appartenenti alla criminalità organizzata. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se proprio il suo comportamento professionale abbia determinato la decisione di eliminarlo.

L’attenzione della Procura si concentra ora sulla ricostruzione della catena di responsabilità. Non soltanto chi materialmente prese parte all’agguato, ma anche chi potrebbe averne disposto l’esecuzione. È questo uno degli aspetti centrali dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero antimafia Henry John Woodcock e condotta dal Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria.

Il collegamento con il procedimento per usura emerge da un’ordinanza del gip Luca Della Ragione, che ha portato a tre arresti. Un’indagine che ha fatto luce su un presunto sistema di prestiti a interessi illegali, intimidazioni e violenze nei Quartieri Spagnoli, facendo emergere anche elementi relativi al delitto Campanello.

Per oltre tre decenni l’assassinio del sovrintendente è rimasto una ferita aperta per la sua famiglia e per quanti ne hanno custodito la memoria. La riapertura delle indagini restituisce centralità a una vicenda che sembrava destinata a restare senza risposte.

VIDEO/ Delitto Pasquale Campanello, il caso si riapre