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Se si elimina anche lo spirito goliardico, il sano sfottò tra tifosi, specie in un derby, e allora il calcio si riduce semplicemente a uno spettacolo al quale assistere in silenzio come quando si va a teatro e si aspetta il finale per il grande applauso, o i fischi in caso di stecca clamorosa.

Le limitazioni sono già tante perchè, va detto, di fatti da stadio e da autostrada ne sono accaduti e non pochi, ma in alcune circostanze un pizzico di elasticità, specie quando si tratta di goliardia, si può avere.

Ed è quanto accaduto ieri sera nel pre derby tra Benevento e Avellino con il divieto di accesso di uno striscione, quello in basso, da parte di Steward e Carabinieri perchè avrebbe aizzato gli irpini e ‘incitato alla violenza’. Tifoseria ospite alla quale è stato applicato il divieto di trasferta, se non per i residenti al d fuori di Avellino e provincia. Ce n’erano una cinquantina o poco meno. Insomma da aizzare c’era ben poco.

E quello che ha indispettito il tifoso protagonista della storia, Giuseppe Mignone, è stato proprio l’atteggiamento di chi doveva controllare.

Un messaggio goliardico come detto, un gioco di parola tra il dialetto irpino e Okereke, l’attaccante della strega, un messaggio da inviare in caso di rete sannita.

Quell’Okere che si può tradurre in ‘che è successo’ che tutto sembra meno che un messaggio offensivo e capace di aizzare una folla. Più che altro è un moto di stupore divertito in caso di gol del Benevento giusto a chiedere ai cugini: ‘che è successo, ha segnato il Benevento?”.

Va detto, per onore del vero, che esiste una procedura per la registrazione degli striscioni e delle bandiere che possono accedere nello stadio. Si tiene conto del messaggio e delle dimensioni e questo non era il caso, lo striscione di Giuseppe Mignone rientrava nella misurazione che non necessita di registrazione.

E, per inciso e sua ammissione, nè steward nè carabinieri, avevano la lista degli striscioni registrati. Insomma è stata una scelta autonoma quella di vietare qualsiasi cosa potesse essere ‘ostinata e contraria’ e con un atteggiamento per nulla conciliante.

Si dice spesso che si sta facendo di tutto per allontanare i tifosi dallo stadio, tra limitazioni, divieti decisioni di non decidere da parte degli organi preposti. 

Se tutto ciò viene viene applicato anche alla goliardia tra opposte fazioni, e allora non muore solo la passione, crolla completamente il campanile.