Avellino si sveglia avvolta dal dolore per la scomparsa del professore Angelo Romano, morto all’età di 92 anni, già sindaco del capoluogo irpino per due mandati consecutivi dal 1989 al 1995. Esponente della Democrazia Cristiana, Romano ha guidato la città in una fase storica complessa e delicata, quella del passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, segnando con il suo operato una stagione di transizione politica, amministrativa e sociale. Durante il suo mandato promosse importanti interventi urbanistici, tra cui la realizzazione della sede unica comunale in Piazza del Popolo, inserita in un più ampio progetto di rinnovamento del tessuto urbano cittadino, caratterizzato anche da operazioni di demolizione e riassetto. Parallelamente, la sua amministrazione fu impegnata nel risanamento finanziario, affrontando con senso di responsabilità una fase non semplice per le casse comunali.
Conclusa l’esperienza da primo cittadino, Romano proseguì il suo impegno politico come consigliere comunale dal 1999 al 2003, per poi aderire a Forza Italia. Nel 2006 fu nominato presidente dell’ASA, all’epoca società che gestiva i servizi ambientali cittadini, confermando il suo legame con la vita amministrativa e istituzionale del territorio. Figura di riferimento della politica locale, Romano rappresenta uno degli ultimi interpreti di quella classe dirigente democristiana radicata nei territori, capace di coniugare consenso e presenza quotidiana nella vita pubblica.
A ricordarlo con parole cariche di stima e affetto è stato Gianfranco Rotondi, che sui social ha sottolineato il ruolo svolto da Romano negli anni cruciali della fine della Prima Repubblica: “Fu il sindaco del tramonto della Prima Repubblica, del passaggio dall’egemonia democristiana al bipolarismo. Si occupò di risanamento finanziario, ma ebbe anche sensibilità politica, avviando giovani amministratori destinati ad affermarsi”. Un ricordo che si fa anche personale: “Mi sostenne nelle battaglie vinte e in quelle perse, e gli sono grato più delle seconde che delle prime. Discutevamo, talvolta litigavamo, arrivando ai massimi decibel e poi chiudendo con un abbraccio e un sorriso. Democristiani, insomma”. Parole che restituiscono l’immagine di un uomo diretto, appassionato e profondamente legato ai valori della sua esperienza politica.
Con Angelo Romano si chiude un capitolo importante della storia recente di Avellino, quello di un amministratore che ha accompagnato la città in una fase di cambiamento profondo, lasciando un segno nella memoria civica e istituzionale del territorio. Le esequie si terranno domenica 22 marzo alle ore 10 presso la Chiesa della S.S. Trinità dei Poveri, in Via Morelli e Silvati, dove la comunità potrà rivolgergli l’ultimo saluto.

















