Basta varcare la soglia di un qualsiasi supermercato della provincia di Avellino, ma in generale della Campania e del Sud Italia, per rendersi conto che non si tratta di una semplice giornata di disagi, ma di una paralisi in piena regola.
Le corsie del fresco mostrano un panorama surreale: i banconi dell’ortofrutta sono vuoti, le celle dei latticini piene solo a metà e le confezioni di carne scarseggiano. Tra le corsie si respira una miscela di rassegnazione e frenesia, con i clienti intenti a fare scorte prima che le giacenze nei magazzini si azzerino del tutto.
È l’effetto immediato dello sciopero degli autotrasportatori che sta mettendo a dura prova la vita quotidiana delle comunità locali. Un blocco della logistica nato per protestare contro l’esplosione dei costi del carburante, ma la cui onda d’urto si sta scaricando direttamente sulle tasche e sui servizi dei cittadini.
E il timore di alcuni sindaci è che anche le mense scolastiche possano fermarsi.
Dagli scaffali della grande distribuzione, l’allarme si sposta in pochi minuti sulla strada. Alle pompe di benzina d’Irpinia è un continuo susseguirsi di code e clacson. Con le autobotti ferme il carburante non si trova più a nessun distributore dopo che nei giorni scorsi si era scatenata la corsa al pieno: una vera e propria psicosi che ha portato distributori a esporre il cartello “esaurito”, mentre anche le aziende del trasporto pubblico e i pendolari valutano tagli alle corse per razionalizzare le scorte di gasolio rimaste.
L‘Air Campania fa sapere che proseguono le interlocuzioni di AIR Campania con le Prefetture per assicurare i servizi di trasporto pubblico locale. Dopo il rifornimento arrivato questa mattina ad Avellino, in giornata è arrivata la fornitura anche a Caserta. Per domani sono attesi rifornimenti anche a Benevento e Salerno. A Napoli, su richiesta di AIR Campania, la Prefettura ha interessato la Questura per assicurare il trasporto in sicurezza della fornitura di carburante.
Come se non bastasse, all’orizzonte si profila un’ennesima insidia: quella dei rifiuti. Senza la garanzia del rifornimento per i camion compattatori e con l’impossibilità di trasportare la spazzatura verso gli impianti di stoccaggio e sversamento fuori provincia, il servizio di raccolta rischia di subire forti rallentamenti. E alcuni sindaci hanno già lanciato l’allarme. Il pericolo di vedere i sacchetti accumularsi per strada, proprio nei centri abitati del territorio, fa salire alle stelle la tensione.
Ma se la provincia di Avellino — con le sue arterie strategiche come l’A16 e i presidi presso i caselli autostradali — vive ore di profonda sofferenza, il problema è tutt’altro che circoscritto. L’emergenza si estende a macchia d’olio a tutta la Campania e a buona parte del Mezzogiorno: dai poli logistici del Casertano ai mercati ortofrutticoli del Napoletano e del Salernitano, l’intero sistema economico del Sud si trova in vicolo cieco.
E i cittadini hanno sempre più timore. Il sindaco di Avellino, Nello Pizza, ha osservato: “In questo momento posso solo manifestare la mia vicinanza e la mia solidarietà. Una vicinanza che riguarda anche noi stessi, perché tutti stiamo pagando le conseguenze di questa situazione. Spero di poter fare, per quanto mi compete, tutto il possibile per dare un contributo e aiutare a superare questo momento di grande difficoltà” ha concluso.


















