Una battuta d’arresto pesante, quella subita contro la Carver Roma, ma anche un’occasione per ripartire con maggiore consapevolezza. Carlo Cantone, playmaker della Scandone Avellino, analizza con lucidità la prestazione dei biancoverdi e invita tutto il gruppo a trasformare la sconfitta in un momento di crescita. “La partita di domenica è stata sicuramente brutta. Anche rivedendola, si è vista tanta superficialità, troppi errori. Forse abbiamo preso la gara un po’ sotto gamba – ammette Cantone – ma se sapremo trarne profitto, potrà diventare un’occasione di crescita. Sono segnali importanti, da cui dobbiamo imparare e aggiustare subito il tiro. Tutto il lavoro fatto finora non va buttato, anzi: ora serve solo fare un passo avanti tutti insieme e allenarci ancora meglio“.
Per il numero 8 biancoverde, la chiave è nel giusto equilibrio tra esperienza e freschezza: “Deve servire l’esperienza, certo, ma anche l’atletismo e la freschezza dei ragazzi più giovani. Ci vuole il giusto mix: noi più esperti dobbiamo aiutare loro, e loro devono dare a noi quell’energia in più. Solo così si crea la solidità del gruppo, dentro e fuori dal campo. Se ci riusciremo, potremo divertirci e far divertire”.
Il prossimo impegno della Scandone sarà contro la Stella Azzurra Roma, una sfida che arriva nel momento giusto per testare la reazione del gruppo: “Affronteremo un gruppo giovane ma ben allenato, guidato da un tecnico esperto che sa come farli rendere al meglio. È il test ideale per capire se abbiamo davvero imparato la lezione della partita con la Carver. Dovremo dare fin da subito qualcosa in più, già dagli allenamenti”.
Tornare ad Avellino, per Cantone, è stato come chiudere un cerchio: “Volevo restare già dalla fine della scorsa stagione e fortunatamente la società ha scelto di tenermi. Sono davvero contento. Per me è come se non fosse mai finita: sento ancora vivo l’obiettivo di portare in alto questa squadra. È cambiato l’allenatore, sono arrivati nuovi compagni, ma la piazza è sempre la stessa: importante, calda, esigente. Con Andrea (Iannicelli, ndr.), il nostro capitano, stiamo cercando di far capire ai nuovi cosa significa vestire questa maglia e onorarla ogni volta che si scende in campo. Essere qui per me è un grande onore e un privilegio. Questa maglia va rispettata e difesa sempre, con orgoglio e responsabilità“.

















