Negli anni Ottanta, l’Italia era la quarta potenza industriale del mondo e la Campania era la sesta o settima regione per ricchezza. Anche l’Irpinia godeva di un benessere diffuso. Oggi, i dati sono sconfortanti: la Campania è la terza regione europea in cui è più facile diventare poveri, preceduta solo dalla Calabria», ha dichiarato con un tono che sembrava più il riassunto di una conferenza economica che l’intervento di un uomo che si propone come soluzione al problema. Ma è sempre così: la diagnosi è impeccabile, la cura, spesso, inesistente.
E su De Luca e Cirielli. «De Luca avrebbe dovuto dimostrare maggiore coraggio e presentarsi da solo. Se lo avesse fatto, forse avrebbe ottenuto anche la mia approvazione, perché avrebbe potuto davvero vincere. Invece, ha scelto di allearsi e così facendo ha favorito la vittoria di Fico. Ma, mi chiedo, chi è davvero Fico? Potete mostrarmi il suo curriculum? Qualcuno ce l’ha?»
Certo, Bandecchi, come ogni imprenditore che si rispetti, ha ribadito la sua esperienza sul campo, quella che dovrebbe renderlo capace di “gestire” la cosa pubblica con la stessa fermezza con cui dirige le sue imprese.«Faccio impresa. Ho due televisioni, numerose stazioni radio e alcune testate online. Ogni mese spendo circa cinque milioni di euro in stipendi. In molti casi, la politica non si è mai confrontata con chi fa impresa», ha sostenuto. Nonostante il suo indiscutibile successo commerciale, la riflessione è sempre la stessa: un’impresa che può funzionare non significa necessariamente una politica che funzioni. Si potrebbe forse obiettare che la politica non si regge su un bilancio aziendale, ma su principi che vanno oltre l’utile immediato. Tuttavia, Bandecchi sembra essere troppo abituato alla logica del profitto per immaginare che la politica possa, talvolta, non generare risultati tangibili”.


















