Coordinamento Regionale della Campania
Ai Sigg. Candidati Presidenti al Consiglio Regionale della Campania elezioni 2025
Arnese Carlo, Bandecchi Stefano, Campanile Nicola,
Cirielli Edmondo, Fico Roberto, Granato Giuliano.
Invito
In occasione delle elezioni regionali 2025 in Campania, con il fine di favorire la comprensione delle proposte delle diverse
coalizioni che si candidano a comporre il Nuovo Consiglio Regionale, il Coordinamento Regionale della Campania di
Altragricoltura Confederazione Sindacale per la Sovranità Alimentare pone tre domande pubbliche ai presidenti candidati
alle elezioni e, se lo vorranno, li invita all’incontro. Gli incontri potranno svolgersi presso la NCO di Casal di Principe e
vedranno la partecipazione di delegazioni di allevatori, agricoltori, pescatori, imprese artigiane e della piccola distribuzione,
cooperative sociali delle diverse Province della Campania. Saranno divulgate in diretta streaming per darne la maggiore
diffusione possibile e ne daremo conto anche con iniziative territoriali con i candidati.
Certi della Vostra attenzione e di poter contribuire a stimolare la partecipazione ad un appuntamento elettorale che
segnerà il futuro dei prossimi anni nella nostra regione, vi invitiamo all’incontro concordando le date e le modalità.
Vi inviamo le tre domande (uguali per tutti) su cui vi invitiamo ad esprimere le vostre posizioni.
1) Anche in Campania siamo di fronte ad una contraddizione macroscopica: il made in Italy aumenta la sua capacità di
crescere sul mercato ma, mentre si rafforzano le posizioni dell’agroindustria e della gdo, chiudono le piccole e medie imprese
dell’agricoltura, dell’allevamento, della pesca, della trasformazione artigiana consegnandoci problemi sempre più grandi dal
punto di vista sociale ed ambientale. Le coalizioni che si candidano a governare la Regione si acconteteranno di celebrare il
“Made in Italy dei marchi senza la materia prima prodotta nei nostri territori” o riconoscono la profondità della crisi delle
piccole e medie imprese del comparto agroalimentare della Campania, i dati dell’invecchiamento degli operatori,
dell’abbandono delle terre e della produzione, della crisi delle marinerie e i rischi per la tutela ambientale?
2) I dati del comparto agricolo campano sono chiari. Le politiche di Governo Regionali non sono riuscite a invertire un
quadro allarmante; pur essendosi ulteriormente aggravati negli ultimi 5 anni, già nel 2020 l’Istat denunciava “ un declino
strutturale dell’agricoltura e della pesca in Campania. La perdita di oltre il 40% delle aziende agricole, la riduzione della
SAU, l’invecchiamento dei conduttori e …. un processo di abbandono progressivo delle campagne…. Il comparto della pesca
mostra anch’esso segni di difficoltà, con ….. una scarsa capacità di innovazione e redditività. “
Le coalizioni che oggi si candidano a Governare la Regione condividono l’obiettivo della discontinuità negli indirizzi di
gestione delle Politiche Agricole e dell’Agroalimentare in Regione Campania dal momento che quelle attuate negli ultimi
decenni non hanno saputo offrire soluzioni adeguate all’biettivo? Se si, come? In particolare, come pensano vada garantito il
diritto delle micro, piccole e medie imprese dell’agricoltura, della pesca, dell’allevamento, della trasformazione artigiana del
cibo a continuare a mantenere campagne e marinerie vive e tutelate ed il diritto dei cittadini ad un cibo sano e di territorio?
3) Negli ultimi anni è cresciuto anche in Campania un sempre più vasto movimento democratico di agricoltori, allevatori,
pescatori, forze sociali e di cittadini che denunciano la crisi del modello agroalimentare e propongono una nuova stagione di
Riforme fondata sulla Sovranità Alimentare come la strada da seguire per valorizzare il futuro del nostro agroalimentare. E’ il
caso dell’esperienza degli allevatori bufalini che per 4 anni si sono battuti per risolvere gli effetti del fallimento delle politiche
regionali sulla BRC e la TBC che nelle Regioni Meridionali per decenni hanno condannato gli allevatori e un intero territorio
a pagarne i prezzi. Quella esperienza ha indicato la via delle Riforme e della discontinuità; la nomina del Commissario
Nazionale per la BRC e la TBC (primo anche se parziale risoltuto dovuto al loro impegno ed alla loro azione autonoma) per
quanto ancora si debba fare i conti con resistenze, lacci e ritardi e necessiti di ulteriori confronti e verifiche, ha portato la
prevalenza della BRC nella Provincia di Caserta dal 9,5% a circa l’1% lasciando intravedere ipotesi concrete di soluzioni su
cui la prossima legislatura regionale potrà ulteriormente investire. Quel movimento si va estendendo e organizzando
allargandosi alle altre province della Campania e ai diversi settori dell’agroalimentare, investendo sulla partecipazione
democratica e dotandosi di strumenti anche sindacali nuovi e innovativi per lavorare ad un futuro positivo delle comunità.
Come le forze che si candidano a Governare la Regione con le elezioni regionali del 23 e 24 novembre prossimo intendono
garantire, se ne hanno intenzione, che quanti esprimono con metodi democratici posizioni di cambiamento, discontinuità e
riforma possano assolvere pienamente al diritto/dovere costituzionale di proposta e rappresentanza? Proseguirà nella
prossima consigliatura la miope, antidemocratica e incostituzionale chiusura al confronto della Giunta Regionale?
Per ogni riferimento, chiarimento e per concordare le modalità, si prega di contattare:
– Pasquale D’Agostino (Presidente Regionale Altragricoltura Campania) 3384357597
– Gianni Fabbris (Segretario Confederale Nazionale Altragricoltura CSSA) 3466483882
Altragricoltura CSSA – Coord. della Campania, Via Consolar
Dagli agricoltori irpini appello candidati: la crisi non può essere ignorata
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