L’incontro organizzato dal Comitato “Salviamo la Dogana” per parlare del futuro della sttruttura di Piazza Amendola dopo il completamento dei lavori di restauro, diventail palcoscenico per l’ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa.
Presente all’incontro è stato intercettato dai cronisti presenti in sala e lui non si è sottratto a parlare, rilanciando su tutti i temi caldi del capoluogo commissariato: salvare l’Acs e affidarle la gestione dei principali contenitori pubblici, a partire dalla Dogana.
Secondo Festa, la società partecipata rappresenta uno strumento ancora valido per garantire una gestione unitaria ed efficiente del patrimonio culturale. L’obiettivo è evitare dispersioni e assicurare continuità nella programmazione, valorizzando al tempo stesso spazi simbolici per la città.
Tra questi, un ruolo centrale spetterebbe proprio alla Dogana, destinata – nelle intenzioni dell’ex primo cittadino – a diventare un polo culturale di riferimento. Ma il progetto non si fermerebbe qui: l’idea è estendere l’affidamento anche ad altre strutture comunali, creando una rete integrata capace di rafforzare l’offerta culturale.
Festa insiste sulla necessità di una visione strategica e di lungo periodo, sottolineando come la cultura possa rappresentare un volano per lo sviluppo cittadino. Da qui la proposta di rilanciare l’Acs, evitando la liquidazione e trasformandola in un soggetto operativo centrale per la gestione degli spazi pubblici.
“Sono orgoglioso che si sia finalmente l’opera- dice Festa tornando alla Dogana- dopo 31 anni, di fatto, la Dogana torna a vedere la luce. È giusto riconoscere anche il merito delle amministrazioni precedenti, che avevano avviato il percorso e presentato le richieste di finanziamento. Tuttavia, il progetto e i lavori fanno capo alla mia amministrazione: si tratta quindi di un risultato importante che abbiamo raggiunto”.
“Per ciò che concerne il futuro ho le idee molto chiare. Innanzitutto, revocheremo immediatamente la delibera che ha messo in liquidazione l’ACS, per salvaguardare i lavoratori. Riteniamo infatti che quella sia stata una scelta sbagliata. Si parlava di una messa in liquidazione entro giugno, ma siamo ad aprile e nulla è stato fatto: per questo, uno dei primi atti della nuova giunta sarà proprio la revoca di quella decisione”, dice Festa.
Per quanto riguarda le funzioni, “sono già indicate nel finanziamento richiesto dall’allora amministrazione Foti: centro giovanile, spazi di co-working, manifestazioni, mostre, spettacoli. Su queste linee ci orienteremo, ma – lo ribadisco – con una gestione interna”, spiega l’ex sindaco.
A chi gli chiede della situazione finanziaria di Acs: “I bilanci sono perfettamente regolari. C’è stata una questione tecnico-amministrativa: la messa in liquidazione non ne ha consentito l’approvazione formale. Tuttavia, ricordo che i bilanci erano corredati anche dal parere dei revisori dei conti, quindi risultavano in regola. Si è trattato, dunque, di un mancato adempimento amministrativo, ma non sostanziale”.
La cosa più importante – conclude – è che i conti fossero a posto, e i conti erano a posto. Si può quindi proseguire serenamente. Anzi, oggi l’ACS rappresenta anche un costo inferiore rispetto al passato. Per questo non ho mai compreso, né condiviso, la scelta di metterla in liquidazione”.




















