Dopo anni di attesa, battaglie civili e impegno costante del Comitato per la Salvezza della Dogana, la città ritrova uno dei suoi simboli più importanti. Un traguardo che non è solo urbanistico, ma profondamente identitario, frutto della determinazione di chi non ha mai smesso di credere nella rinascita della Dogana.
LA NOTA. “Risultato di 17 anni di impegno civile. Intanto si avvia la solita discussione sulla sua destinazione. Tutto giusto, ma non bisogna dimenticare che la Dogana è anche altro. Era un monumento in rovina, ora è restituito alla città nella sua bellezza. Mancano ancora le statue e su questo occorre darsi da fare senza tregua, come per la piazza, affinché non diventi un bivacco ma un luogo libero e animato di incontro per gli avellinesi.
Poi c’è il problema della destinazione d’uso, che doveva già avere una soluzione. Giusto parlarne e trovare risposte adeguate: speriamo sia in cima ai problemi della nuova amministrazione. Ma senza mai dimenticare che un rudere, uno sfacelo, è tornato ad essere un monumento di splendore”.

















