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La drammatica conta delle vittime dell’Isochimica si allunga ancora. Si è spento ieri sera ad Avellino, all’età di 76 anni, Ciro Nevola, ex dipendente dello stabilimento di Borgo Ferrovia. Da anni combatteva contro l’asbestosi, la spietata malattia polmonare causata dall’esposizione all’amianto che ha segnato il destino di centinaia di lavoratori dell’azienda irpina.

Nevola era entrato nella fabbrica dei “veleni” nel 1983, svolgendo per cinque anni – fino al 1988 – il ruolo di infermiere aziendale. Anni cruciali in cui nello stabilimento si effettuava a ritmi serrati la scoibentazione delle carrozze ferroviarie: un’attività che liberava nell’aria tonnellate di fibre killer senza le dovute protezioni. Tra quelle mura Nevola non si limitava ad assistere i colleghi, ma condivideva con loro la quotidiana inalazione di quelle polveri sottili che, decenni dopo, avrebbero presentato un conto salatissimo.

Negli ultimi anni Ciro Nevola si era unito alla battaglia legale ed era figurato tra le parti offese nel maxi-processo sull’Isochimica, testimoniando in aula il prezzo pagato sulla propria pelle e su quella dei suoi compagni di lavoro.

La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro della comunità e dei comitati degli ex operai. Gli ex colleghi lo ricordano come una persona solare, generosa e sempre disponibile, pronta a tendere la mano a tutti nei momenti difficili.

Oggi, però, al profondo cordoglio per la perdita dell’amico si mescola la rabbia di una ferita mai rimarginata: quella di chi ha condiviso quegli anni a Borgo Ferrovia e si trova ancora a convivere con la paura, i controlli medici e le conseguenze tragiche di un disastro ambientale e umano che continua a mietere vittime.

Le esequie si svolgeranno domani, venerdì 9 ottobre, presso la Chiesa di Borgo Ferrovia alle ore 10:00