Primi e significativi risvolti nelle indagini sulla morte di Carmelo Picariello, l’ex operaio sessantanovenne dell’Isochimica deceduto lunedì mattina al “Moscati” di Avellino. Il pubblico ministero Marco Auciello ha notificato quattro informazioni di garanzia con l’accusa di omicidio colposo. Un atto dovuto, ma dal forte peso giudiziario, che punta l’indice direttamente sulle responsabilità della gestione dello stabilimento di Pianodardine nella diffusione indiscriminata delle micidiali polveri d’amianto.
La Procura contesta la totale assenza di dispositivi e misure idonee a proteggere la salute dei lavoratori. Nei capannoni dove si scoibentavano le carrozze ferroviarie si respirava veleno a pieni polmoni: mancavano sistemi di aspirazione e abbattimento delle polveri, mascherine adeguate e persino impianti per la pulizia degli abiti da lavoro. Ambienti lasciati in condizioni drammaticamente insalubri, saturati da polveri e fibre volatili di crocidolite – la variante chimica più pericolosa e aggressiva dell’amianto – spesso visibili persino ad occhio nudo.
Quella di Picariello è una tragedia che si ripete all’interno di una vera e propria ecatombe. Il sessantanovenne è infatti il quarantatreesimo operaio dell’ex Isochimica a perdere la vita, il sesto da inizio 2026. Per cinque anni aveva lavorato a contatto con la fibra killer, contraendo l’asbestosi, patologia professionale per la quale l’Inps gli aveva già riconosciuto un’invalidità. Come centinaia di suoi colleghi, l’operaio si era costituito parte civile nel maxiprocesso per lesioni per chiedere giustizia per un danno alla salute già conclamato.
Ora la parola passa agli accertamenti medico-legali. Domani mattina alle 9:30 la Procura conferirà l’incarico per l’autopsia sulla salma dell’uomo, che dovrà fare piena luce sul legame causale tra l’esposizione all’amianto e il decesso. La famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Brigida Cesta, pronta a dare battaglia affinché sia fatta definitiva chiarezza sull’ennesima vita spezzata dal dramma dell’Isochimica.



















