Una serata dal forte valore simbolico e sportivo quella vissuta ad Avellino, dove la città ha celebrato uno dei momenti più intensi della sua recente storia calcistica. Al Cinema Teatro Partenio è andata in scena l’anteprima ufficiale del docufilm dedicato alla straordinaria cavalcata che ha riportato l’U.S. Avellino 1912 dalla Serie C alla Serie B al termine della stagione 2024/2025. Il racconto cinematografico, prodotto dalla Great White – Films in sinergia con il club biancoverde, ripercorre emozioni, sacrifici e traguardi di un gruppo capace di ricompattare un’intera provincia attorno a un sogno diventato realtà. Sul grande schermo, immagini e testimonianze hanno restituito l’intensità di un’annata vissuta tutta d’un fiato, tra difficoltà superate e un finale carico di orgoglio.
L’evento ha visto una partecipazione istituzionale significativa grazie al supporto della Provincia di Avellino, che ha messo a disposizione alcuni ambienti del Carcere Borbonico per accogliere ospiti e addetti ai lavori nelle fasi di pre e post proiezione, trasformando luoghi storici in spazi di condivisione sportiva e culturale. In platea erano presenti dirigenti, staff tecnico, calciatori protagonisti della promozione e numerosi rappresentanti delle istituzioni locali. Tra questi anche il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, vicino al club non solo sul piano istituzionale ma anche come sponsor in questa stagione così memorabile.
Un appuntamento che ha unito sport, cinema e territorio, suggellando una promozione che va oltre il campo e diventa patrimonio collettivo di un’intera comunità biancoverde.
Il confronto arriva dopo la proiezione, lontano dalla platea e dal momento emotivo condiviso con il pubblico. A film appena concluso, Amarsi Ancora lascia spazio alle domande della stampa. Ed è lì, davanti ai taccuini e ai microfoni, che il presidente Angelo Antonio D’Agostino prova a mettere ordine alle sensazioni appena riemerse. “Rivivere tutto con calma è molto più intenso – racconta – perché tornano alla mente anche i momenti difficili. Siamo partiti male, il percorso è stato tortuoso e faticoso, ma proprio per questo rivedere quelle gioie emoziona sempre allo stesso modo”. Il docufilm, nelle parole del presidente, diventa così uno strumento di memoria più che di celebrazione. Un modo per tornare su passaggi che hanno costruito la promozione e che spesso restano nascosti dietro il risultato finale. “Le emozioni sono sempre le stesse – aggiunge – riviverle anche stasera è stato bello, ti colpiscono nello stesso modo, non cambiano”.
Poi lo sguardo si sposta inevitabilmente sull’oggi. D’Agostino rivendica la propria indole: “Sono uno positivo, mi faccio trasportare dalle emozioni. Non è una strategia comunicativa, è quello che penso. Giochiamo per vincere e speriamo che il 2026 possa regalarci qualcosa in più, dopo tutto quello che il 2025 ci ha già dato”. Un messaggio chiaro, senza fissare traguardi, ma senza nemmeno nascondere l’ambizione.
Tra le domande, spazio anche al prossimo appuntamento di campionato e al ritorno al Stadio San Nicola contro il Bari. Uno stadio simbolico, il primo della gestione D’Agostino, ma anche un campo storicamente poco favorevole. Un tema che il presidente liquida senza esitazioni: “Io abbandonerei il discorso dello “storicamente”. Nel calcio conta come vai in campo. Se scendiamo con il piglio giusto, possiamo andare a Bari e vincere. Anche cento volte”.
Parole che diventano anche risposta alle recenti polemiche arbitrali, dopo la gara con il Palermo. D’Agostino non cerca alibi, ma chiede rispetto: “Siamo un club di Serie B a tutti gli effetti. Non vogliamo favori, ma attenzione. Gli errori possono capitare, ma quando si ripetono è giusto farli notare“. Un intervento misurato, ma deciso, a tutela della squadra e della società.
Il presidente poi spende, ancora una volta parole al miele per i tifosi: “Sono l’uomo in più in campo. Ci seguono ovunque, fanno sacrifici enormi. A loro va il mio ringraziamento e l’augurio che il nuovo anno possa regalarci altre soddisfazioni”.
Alle parole del patron fanno eco quelle di Giovanni D’Agostino, amministratore unico di IDC, che nel corso della presentazione del docufilm ha tracciato un solco netto tra passato, presente e futuro: “Rivedere la cavalcata della scorsa stagione, culminata con la promozione, è un viaggio emotivo potente, fatto di ferite ancora fresche ma positive, di consapevolezze maturate col tempo e di una storia che oggi trova finalmente un documento capace di raccontarla. Un film nato senza conoscere il finale, costruito giorno dopo giorno con autenticità, senza copioni, che restituisce l’essenza vera di un percorso umano e sportivo”. “Questo film nasce senza un finale scritto. È stato tutto genuino, improvvisato, reale. Non sapevamo come sarebbe finita la stagione e proprio per questo il valore del racconto è ancora più forte – continua – Non può essere un prodotto esaustivo di tutto ciò che viviamo ogni giorno, ma credo che il lato emozionale, quello che c’è dietro le quinte, sia emerso chiaramente. Ed è questo che conta”.
Tra i momenti più intensi, la trasferta di Bolzano, l’unica occasione in cui D’Agostino ammette di essersi lasciato andare alle lacrime: “Mi sono trovato davanti il muro biancoverde dei tifosi, persone che avevano percorso 800 chilometri. In quel momento non ce l’ho fatta. È stata un’emozione fortissima”. Lo sguardo, però, è già rivolto alla stagione in corso e alle difficoltà della Serie B: “La cadetteria è un campionato durissimo – ha spiegato – e impone equilibrio, modifiche, una vera e propria evoluzione. Alcuni percorsi finiranno, ci saranno saluti inevitabili, ma fa parte del calcio e della crescita di una società”.
Infine, il riferimento all’immediato futuro e alla trasferta di Bari: “Andiamo a fare la nostra partita. Se saremo più bravi vinceremo, altrimenti cercheremo di ottenere il massimo. La palla non entra mai per caso: se saremo audaci quanto basta, sono convinto che raccoglieremo ciò che meritiamo”.

















