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Dopo l’omaggio solenne della Capitale nella sala del Cavaliere a Montecitorio, il feretro di Giuseppe Gargani è tornato nella sua terra. Questa mattina, la camera ardente è stata allestita ad Avellino, nella sede della Provincia che lo ha visto non solo come storico leader politico, ma anche come stimato Presidente dell’Amministrazione Provinciale.

Un ritorno a casa carico di commozione per dare modo a una comunità intera – quella irpina – di tributare l’estremo saluto a uno dei protagonisti assoluti della storia politica locale e nazionale della Prima e della Seconda Repubblica.

Già dalle prime ore dell’apertura della camera ardente, si è registrato un flusso continuo di persone. Accanto ai familiari, si sono stretti rappresentanti delle istituzioni locali, sindaci del territorio, ex colleghi di partito della Democrazia Cristiana e semplici cittadini che hanno voluto ricordare l’uomo e il politico.

Per l’Irpinia, Gargani non è stato solo un eurodeputato o un sottosegretario, ma un punto di riferimento istituzionale che ha guidato la Provincia con visione e profondo legame con il territorio. Chi lo ha incontrato questa mattina lo ricorda come un uomo di raffinata cultura giuridica, ma sempre accessibile e legato alle proprie radici. “Se ne va un pezzo di storia della nostra terra, un uomo che ha saputo portare le istanze dell’Irpinia nei più alti palazzi romani ed europei, senza mai perdere il contatto con la sua gente.” – Questo il sentiment comune che si respira tra i presenti.

Il feretro resterà esposto ad Avellino fino al primo pomeriggio, permettendo gli ultimi momenti di raccoglimento privato e pubblico. Successivamente, la salma verrà trasferita nel cuore del capoluogo irpino.

  • Ore 16:00 – Celebrazione dei funerali solenni presso il Duomo di Avellino (Cattedrale di Santa Maria Assunta).

La cerimonia religiosa vedrà la partecipazione delle massime autorità civili, militari e religiose della regione. Sarà l’atto finale del commiato a un leader che ha segnato un’epoca, lasciando un’eredità politica e intellettuale con cui l’Irpinia continuerà a confrontarsi a lungo.