Una folla oceanica, densa di commozione, ha riempito ogni angolo dellaCattedraledel Duomo di Avellino— dentro e fuori sul sagrato — per l’ultimo solenne saluto a Giuseppe Gargani, storico protagonista della politica campana e nazionale. La cattedrale non è bastata a contenere i tantissimi cittadini, amici e rappresentanti delle istituzioni accorsi per rendere omaggio a un uomo che ha segnato un’epoca.
Tra le navate della chiesa si è riunito il mondo politico in modo trasversale. In prima fila spiccava la presenza del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del sindaco di Salerno ed ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, insieme a un nutrito parterre di amministratori locali, sindaci del territorio, ex colleghi parlamentari e figure chiave della vita civile e istituzionale della regione, tutti uniti nel ricordo di un leader stimato per il suo spessore e la sua straordinaria capacità di ascolto.
Il momento più toccante della cerimonia è stato il ricordo dei figli, Alessandro ed Elena, che hanno voluto tratteggiare l’aspetto più intimo, umano e profondo del padre, prima ancora delle sue storiche cariche pubbliche. “Un padre, una casa aperta, una vita per gli altri. Casa nostra era sempre aperta. Nostro padre è stato una presenza instancabile, spesso più legata ai doveri pubblici che ai tempi della vita domestica, ma sempre profondamente radicato nella sua comunità.”
Con parole semplici ma cariche di intensità, le figlie e il figlio hanno restituito ai presenti l’immagine di un uomo capace di azzerare le barriere tra la sfera istituzionale e quella privata, facendo dell’accoglienza il proprio stile di vita. Amici, collaboratori e semplici cittadini trovavano in lui una porta sempre aperta e un interlocutore pronto al dialogo a qualsiasi ora del giorno.
Nel corso delle esequie è emerso con forza il legame viscerale di Gargani con la sua città d’origine, vissuta come un porto sicuro e un costante punto di ritorno. Fino all’ultimo, come sottolineato dai familiari, ha voluto far sentire la sua presenza e la sua vicinanza alla comunità, partecipando attivamente alla vita civica anche nei momenti di maggiore fragilità.
Al termine della funzione, l’uscita del feretro sul sagrato è stata accompagnata da un lungo e caloroso applauso della piazza gremita. Giuseppe Gargani lascia un’eredità che va ben oltre gli incarichi di rilievo ricoperti alla Camera dei Deputati e nelle istituzioni: lascia un patrimonio fatto di relazioni umane, di autentica presenza sul territorio e di una profonda e instancabile umanità.




























