“Sulle aree interne Irpinia Sannio sono chiamate a fare rete e questa volta, anche al netto delle ultime decisioni legislative della regione Campania, possono fare sul serio. Viceversa, per i matrimoni politici occorre essere in due e guardare nella stessa direzione”.
Così il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ospite ad Avellino dell’incontro organizzato dal suo partito, Noi di CENTRO con il coordinatore regionale PASQUALE Giuditta, e alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Serluca.
Sollecitati dai cronisti sull’attuale stato di salute del celeberrimo “campo largo”, Mastella osserva: “Il campo largo sì, ma non a fasi alterne e non solo quando conviene al Partito Democratico”. Il sindaco di Benevento, alza i toni e manda un messaggio diretto al Pd e a Piero De Luca, chiedendo coerenza e chiarezza politica in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
«Bisogna avere pazienza – premette – perché abbiamo perso tempo e ora dobbiamo recuperare ritardi, anche sul piano delle promesse finanziarie e delle scelte infrastrutturali». Ma il punto vero è politico: «Il campo largo deve valere dappertutto, da Benevento a Salerno, fino ad Avellino. Non può essere invocato solo dove fa comodo».
Mastella prende atto con favore dell’apertura di Piero De Luca al dialogo, ma avverte: “I matrimoni si fanno per convinzione, non per necessità. Non può essere un’operazione di convenienza dell’ultima ora”. Il riferimento è alle tensioni interne al centrosinistra e alla gestione dei tavoli provinciali, in particolare ad Avellino, dove – denuncia – «il Pd, che ha la maggioranza, diserta le riunioni, non vi invita nemmeno e pensa di poter andare da solo».
Un errore, secondo il sindaco di Benevento. “Chi va avanti al primo turno spesso perde al ballottaggio. È già successo e può risuccedere. Se il Pd immagina di fare da sé, si assumerà la responsabilità di un’eventuale sconfitta”. Il monito è chiaro: senza unità, il centrosinistra rischia di consegnare la vittoria agli avversari o a chi «c’era prima».
Mastella insiste sulla necessità di un tavolo regionale, proposta che dice di aver avanzato da tempo e che ora sarebbe stata ripresa anche da De Luca. “È l’unica cosa politicamente rilevante. Non si può improvvisare a livello locale senza una strategia complessiva”.
Nel mirino anche la gestione delle candidature. “Il candidato può anche essere del Pd, ma non può essere così ovunque. A Benevento si parla di primarie di coalizione: allora si facciano dappertutto. Non si può avere un criterio in una città e un altro altrove». E ricorda i numeri: «Noi siamo al 13 per cento, siamo la seconda forza del centrosinistra. Non possono pensare di prendersi tutto”.
Il sindaco rivendica esperienza e avverte sui rischi del voto disgiunto e delle alleanze variabili al secondo turno. “Al ballottaggio succedono cose inaudite: quelli che si dicevano amici si mettono contro, mentre gli avversari si compattano. Se non si costruisce un’unità vera oggi, domani si paga”.
Infine, l’affondo sul Pd: “Deve recuperare una leadership che oggi non c’è. Se viene invitato a un tavolo, deve rispondere per correttezza istituzionale e per convenienza politica. Anche per un minimo di cinismo”. E chiude con una stoccata sulla gestione del potere locale: «Se il sindaco ha interesse a mettere insieme gli altri, deve aiutarli, come accadeva nella stagione democristiana. Oggi questo a Benevento non succede più”.
“Chi vuole perdere è libero di farlo”, conclude Mastella.




















