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Nel presepe al posto di Gesù bambino, una bambina.
Non è il presepe di un circolo lgbtqia, ma quello della parrocchia di don Vitaliano Della Sala a Capocastello di Mercogliano, Avellino. All’interno della Chiesa.
 
E’ il presepe 2025 di Don Vitaliano, mai banale, mai scontato. Anche quest’anno  il parroco “barricadero” di Capocastello, rompe gli schemi con una rappresentazione della Natività destinata a far discutere.
 
Nel presepe 2025, nella grotta potrebbe ecco Gesù bimba, un segno forte per chiedere a gran voce che la Chiesa apra finalmente le porte alle donne, oppure un Gesù bambino fatto a pezzi, simbolo dei piccoli martoriati da guerre che sembrano non finire mai.
 
Una scelta coraggiosa, che punta a scuotere coscienze e a riportare il messaggio del Natale al centro del dibattito sociale.

Gesù Bambin@ – spiega il parroco noto per le sue posizioni no global – perché oggi si incarnerebbe nella bambine e nei bambini senza casa, senza terra, senza pace e senza domani della Palestina e di Gaza, dell’Ucraina e del Sud Sudan”.
    La statuina intende essere anche un richiamo “per indicare, anche ai teologi per i quali solo i maschi possono essere chiamati al presbiterato, la strada che non discrimini più le donne che chiedono di poter essere preti”.