Il pareggio conquistato in extremis sul campo della Virtus Entella non cancella il rammarico di Alessandro Nesta. Il tecnico dell’Avellino, intervenuto nel postpartita al termine dell’1-1 del “Sannazzari” di Chiavari, analizza la prestazione dei biancoverdi, soffermandosi sulle difficoltà incontrate, sulle scelte di formazione e sulla necessità di alzare il livello dell’agonismo. “Quando non vinco sono sempre rammaricato, anche se abbiamo pareggiato all’ultimo minuto. Oggi abbiamo giocato contro una squadra che mette tanto agonismo. Sapevamo che avrebbe giocato sulle palle lunghe e sulle seconde palle, rendendo la partita sporca. Dobbiamo migliorare, essere più feroci e più tosti in alcuni momenti. A noi piace giocare, ma dobbiamo abbinare l’agonismo che la Serie B richiede“.
Sul turnover, con sei cambi rispetto alla precedente uscita, Nesta rivendica le proprie decisioni: “Abbiamo una rosa lunga e importante. Giocando dopo tre giorni ho cambiato tanto ed è giusto così. Con le nuove regole i minuti effettivi sono aumentati e dobbiamo effettuare più cambi”. Una gestione delle risorse che coinvolge anche chi ha trovato meno spazio nelle ultime settimane: “Ho giocatori che non giocano da tanto e ogni tanto voglio dare loro una possibilità. Quando sono fuori da tempo possono entrare con grande euforia e voglia di dimostrare. Pandolfi è entrato molto bene. Adesso c’è la partita con il Pisa e vedremo chi far giocare”.
Il tecnico respinge anche l’ipotesi di un calo d’intensità rispetto alla brillante prestazione contro la Sampdoria, sottolineando il diverso atteggiamento degli avversari: “Probabilmente in quel momento andava più piano dell’Entella. Questa squadra ti pressa sulle seconde palle e hai meno spazio e meno tempo per giocare”.
Nessun particolare allarme neppure sulla presunta prevedibilità della manovra biancoverde. “Non è che adesso gli avversari ci conoscono e fanno cose diverse. Contro il Padova abbiamo fatto 26 tiri senza segnare, a Modena abbiamo tirato due volte in porta e abbiamo vinto. Con la Sampdoria abbiamo fatto quattro o cinque tiri e quattro gol. Probabilmente attraversiamo un momento in cui facciamo più fatica a trovare la stoccata, ma la palla gira sempre nell’area avversaria e per me questa è una cosa positiva”.
Infine, un passaggio sull’azione che ha portato al vantaggio dell’Entella, con la ripartenza di Di Mario conclusa dal diagonale di Tirelli. “Probabilmente potevamo fare fallo. Abbiamo sottovalutato la gamba di quel giocatore. Quando abbiamo capito che aveva una velocità importante, avremmo dovuto fermarlo”. Un episodio che evidenzia proprio quella maggiore cattiveria agonistica richiesta dal tecnico per affrontare le difficoltà del campionato cadetto.















